Se l’uso delle creme solari e la corretta esposizione sono fondamentali, anche mangiare i cibi giusti ed essere idratati consente all’epidermide di reagire meglio agli stress dovuti al sole e alle temperature elevate. E in effetti, quando pensiamo alla protezione della pelle in estate, i primi alimenti che vengono in mente sono gli ortaggi arancioni e rossi.
I cibi che proteggono la pelle dal sole
È ormai risaputo, infatti, che i carotenoidi (come il betacarotene delle carote e il licopene dei pomodori) aumentano le difese dell'epidermide dai raggi solari. Ma in generale la salute della pelle passa da una dieta ricca di vegetali: già tempo fa una ricerca pubblicata sul JAMA Dermatology aveva associato una riduzione del rischio di un tipo di tumore della pelle in chi consumava regolarmente ortaggi come carote, patate dolci a polpa arancione, verdure a foglia verde e frutti come melone o albicocche (cliccando qui, oltre alle informazioni sulla ricerca citata, trovate i consigli principali su come nutrirsi per aiutare l’epidermide contro gli stress solari). Ma oltre agli alimenti ricchi di carotenoidi, oggi se ne aggiunge un altro con dei colori molto diversi, ossia l’uva.
L'impatto dell'uva sul DNA cutaneo
Almeno così sostiene una recente ricerca pubblicata sulla rivista ACS Nutrition Science secondo la quale i benefici dell'uva supererebbero i normali effetti nutrizionali. Gli scienziati hanno scoperto che questo frutto è in grado di agire come un modulatore genetico, capace di regolare dall'interno le difese della nostra pelle.
Per arrivare a questa conclusione, un gruppo di volontari ha consumato circa 70 g di polvere di uva liofilizzata, equivalenti a tre porzioni al giorno di uva per due settimane. I ricercatori hanno analizzato l'espressione genica della pelle (ovvero l'attività dei geni nel tessuto cutaneo) prima e dopo il consumo del frutto, sia in condizioni basali sia dopo l'esposizione a basse dosi di raggi UV.
I risultati hanno rivelato che il consumo quotidiano di uva provoca una variazione nell'attività dei geni della pelle. Anche nelle persone che continuavano ad arrossarsi con la stessa facilità sotto il sole, l'uva ha attivato una protezione invisibile a livello cellulare. In particolare, si sono ridotti i livelli di malondialdeide (MDA), una sostanza che segnala un danno da stress ossidativo nelle membrane cellulari.
Inoltre, l'analisi genetica ha mostrato che l'uva stimola la produzione di proteine strutturali della pelle, favorendo processi come la cheratinizzazione, che rendono la barriera cutanea più forte contro le aggressioni, e anche promuovendo la formazione di lipidi utili per proteggere la cute dagli stress ambientali. La risposta dei geni è stata differente per ogni partecipante: in alcuni soggetti si è registrato un aumento delle difese antiossidanti, in altri un rafforzamento della cheratina o un miglioramento del profilo dei lipidi protettivi. L'effetto di miglioramento della salute della cute si è comunque verificato in tutti i soggetti analizzati. "Siamo ormai certi che l'uva agisca come un superfood e medi una risposta nutrigenomica negli esseri umani", sottolinea John Pezzuto, autore dello studio. "Lo abbiamo osservato con l'organo più grande del corpo, la pelle. I cambiamenti nell'espressione genica indicavano miglioramenti nella salute cutanea. Ma oltre alla pelle, è quasi certo che il consumo di uva influenzi l'espressione genica in altri tessuti somatici del corpo, come il fegato, i muscoli, i reni e persino il cervello. Questo ci aiuta a capire come il consumo di un alimento intero, in questo caso l'uva, influisca sulla nostra salute generale".
In attesa di saperne di più, è importante ribadire che l'alimentazione non sostituisce le altre indicazioni per la prevenzione dei danni solari, che vanno dall'applicazione di creme solari con filtri adatti al proprio fototipo, all'evitare l'esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, quando le radiazioni UV sono più intense.





