Diete e dintorni
Con la musica giusta si ingrassa di meno

Non è solo questione di atmosfera: ciò che ascoltiamo può influenzare direttamente la qualità dei pasti. Degli studiosi austriaci hanno svelato l’insospettabile legame tra gradimento musicale e scelte alimentari

dimagrire con la musica
foto: Unsplash
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A chi non è mai successo di essere infastidito mentre mangia in un locale pubblico, pizzeria o ristorante che sia, da un volume troppo alto della musica o da un sottofondo musicale decisamente poco gradito? In effetti una musica invadente è in grado di ridurre la piacevolezza del pasto (o, al contrario, aumentarla quando viene apprezzata). Ma oltre a questi aspetti noti, l’indice di gradimento musicale può anche influenzare i nostri comportamenti alimentari, e anche la bilancia, purtroppo. A sostenere questa interessante ipotesi è uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Appetite, che ha messo in rilievo l’impatto delle sette note sugli umani, anche quando sono a tavola.

Mangiare con gli occhi (e le orecchie)

La ricerca, condotta presso l’Università di Graz in Austria, ha coinvolto un gruppo di 106 giovani volontari con un'età media di 25 anni e peso nella norma. L’obiettivo era osservare come l’ambiente sonoro potesse guidare verso un cibo piuttosto che un altro. L’esperimento è stato allestito in modo molto ingegnoso: i partecipanti hanno osservato su uno schermo le immagini di un buffet dove, accanto a cibi molto zuccherini e alle loro varianti più salutari, erano stati collocati anche oggetti comuni non commestibili, come tovaglioli o posate. Mentre i ragazzi guardavano il monitor, speciali sensori registravano ogni minimo movimento dei loro occhi per capire cosa catturasse davvero la loro attenzione visiva attraverso la tecnologia chiamata eye-tracking.

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Il test prevedeva tre diverse colonne sonore: brani scelti dai partecipanti come molto graditi; musica giudicata sgradita oppure il silenzio totale. Alla fine del test i risultati hanno mostrato nei partecipanti un comportamento costante: i loro occhi si fissavano sui cibi molto più a lungo rispetto agli oggetti neutri, e questo indipendentemente dalla musica (probabilmente è un comportamento innato degli umani).
Tuttavia, è nel momento della scelta degli alimenti dei volontari che la musica prendeva il sopravvento. Quando nelle loro orecchie risuonavano brani sgraditi, il loro appetito generale diminuiva, segno che il fastidio tendeva a chiudere lo stomaco, ma paradossalmente aumentava la voglia specifica di dolci. Davanti a una musica irritante, la probabilità di scegliere l'opzione più ricca di zuccheri diventava molto più alta.

Secondo gli autori la spiegazione di questa reazione risiede in un sofisticato meccanismo neurologico che coinvolge l’amigdala, il centro delle nostre emozioni, e la corteccia orbito-frontale, l’area del cervello deputata a valutare il valore di ricompensa degli stimoli. Quando ascoltiamo musica che ci irrita, l’amigdala registra uno stato di stress e l’umore peggiora. Per compensare questo calo, il cervello cerca una gratificazione istantanea e lo zucchero rappresenta il carburante capace di attivare più velocemente i circuiti del piacere. In pratica, il dolce diventa una forma di auto-medicazione emotiva per neutralizzare il fastidio uditivo. Al contrario, la musica gradita genera già di per sé un rilascio di dopamina. Il sistema di ricompensa viene soddisfatto dall’ascolto, rendendo superflua la ricerca di ulteriore conforto nelle calorie.

Meglio saperlo

Insomma, i risultati di questa ricerca suggeriscono che la musica possa essere considerata uno strumento in più per promuovere comportamenti alimentari sani. Se tra le mura di casa possiamo creare un ambiente sonoro piacevole per aiutarci a gestire il desiderio di zuccheri, sarebbe meglio fare una particolare attenzione ai contesti pubblici come supermercati o ristoranti. In questi luoghi, un sottofondo musicale insopportabile potrebbe indurci a mettere dolciumi o cibi poco sani nel carrello oppure ordinare piatti supercalorici.
per fortuna, ora che siamo a conoscenza di questo inedito legame tra musica e scelte alimentari, possiamo evitare di cadere in questi meccanismi. E in mancanza della playlist giusta, preferire dei rilassanti ambienti silenziosi per mangiare sembra la scelta più sensata.

 

 

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