Studio italiano ha scoperto perché dimagriamo quando siamo stressati

Sentirsi sotto pressione attiva dei meccanismi biologici che aiutano a bruciare i grassi. Ma non è detto che questo effetto sia positivo come spiegano gli autori di una nuova ricerca appena pubblicata sul Faseb Journal.

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Sotto stress non tutte le persone reagiscono allo stesso modo dal punto di vista del peso. C’è chi ingrassa e chi riesce a dimagrire, nonostante sia accertato che gli stressati in genere si alimentino in modo poco sano, scegliendo per lo più  cibi ipercalorici e ricchi di grassi. Creandosi così la convinzione di potere mangiare di tutto senza rischi per la linea (ma non per la salute a medio e lungo termine però).

Un gruppo di ricercatori italiani ha cercato di capire i meccanismi alla base di questo fenomeno e i risultati del loro lavoro sono stati pubblicati sul Faseb Journal. Dal punto di vista biochimico, lo stress ridurrebbe gli enzimi responsabili della sintesi e dell’accumulo del grasso corporeo. Inoltre nel fegato aumenterebbero i livelli di un enzima “bruciagrassi”. Tutto ok, quindi? Purtroppo no. L’aumentato metabolismo dei grassi comporta un un maggiore livello di stress ossidativo, legato all’aumento in circolo dei radicali liberi. Una condizione che potrebbe danneggiare la salute, non solo aumentando i processi di invecchiamento cellulare ma abbassando le difese immunitarie dell’organismo, rendendolo così più vulnerabile nei confronti degli attacchi di virus e batteri. In altre parole, è vero che non si ingrassa però ci si ammala più facilmente.

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