Ecologia e bontà
Ferrara: in bici al ristorante


Avvolta nella nebbia, romantica, antica, questa provincia emiliana ha conservato nel tempo un fascino tutto suo, che si rivela anche nella cucina, moderna ma sempre radicata nelle tradizioni

Chi dice bici, dice... Ferrara. Non solo Amsterdam e altre città del Nord Europa sono paladine delle due ruote. In questa provincia emiliana la bicicletta è diventata l’emblema di ritmi di vita a misura d’uomo, ma anche elemento portante di un concetto di ecosostenibilità che va oltre la semplice costruzione degli edifici.

Centro della cultura estense, Ferrara ha tantissimo da offrire ai turisti: che si tratti di arte, paesaggi suggestivi e cibo. Il centro è visitabile solo a piedi, ma non è faticoso riuscire a fare una capatina al Castello Estense e poi dirigersi verso la Cattedrale e la Loggia dei Merciai, una lunga galleria sostenuta da colonne di marmo bianco, che un tempo era sede di attività commerciali di ogni genere e che, ancor oggi, ospita negozi.

Da non perdere il Palazzo dei Diamanti, uno degli edifici rinascimentali più famosi al mondo caratterizzato dalle 850 pietre bianche e rosa che costituiscono la sua facciata e che hanno la tipica forma di una punta di diamante.

Cucina antica e pane tipico

Uno dei primi piatti che capita di assaggiare è il pasticcio ferrarese: una crosta di pasta frolla che racchiude un mix di maccheroni, besciamella, funghi, tartufo e noce moscata - nella sua versione vegetariana.

Altro piatto che fa parte della tradizione ferrarese è rappresentato dai cappellacci di zucca, simili ai tortelli mantovani, ottimi conditi con burro fuso e salvia o proposti in una versione più ricca che prevede anche una spolverata di zenzero fresco e pepe. Ma sapete da dove viene il nome cappellacci? Da caplaz, il copricapo tipico dei contadini della zona di cui appunto questa pasta ricorda la forma, simili ai tortellini bolognesi ma con il ripieno di magro.

Non può mancare su ogni tavola ferrarese che si rispetti la ciopa, il pane a Indicazione Geografica Protetta, noto in tutto il resto d’Italia con il nome di pane ferrarese, dalla forma caratteristica: un corpo centrale da cui si dipartono quattro cornetti. Ne esiste anche una versione dolce, realizzata in pochi panifici, ricoperta da cioccolato e proposta in singoli cornetti.

Dolci da scoprire

Difficile stilare una classifica dei dolci più golosi e tipici di Ferrara. Partiamo, ad esempio, con la ciambella ferrarese, meglio nota con il nome di brazadela in quanto, data la sua forma a ciambella, in passato veniva portata in tavola infilata sul braccio destro a mo’ di braccialetto mentre il braccio sinistro serviva il vino. In origine, veniva realizzata solo in occasione di eventi speciali, oggi si può gustare tutto l’anno. L’impasto è ricco e aromatizzato con liquore di anice.
Troviamo poi i mandorlini del ponte, biscotti a base di mandorle, albume, zucchero e farina, dalla tipica forma a cupolette (o, appunto, di ponte). Secondo la tradizione sarebbero l’idea di un garzone di gelateria che, a inizio ‘900, pensò di utilizzare l’albume d’uovo avanzato dalla produzione del gelato per preparare questi dolcetti.

Famosa la torta ricciolina o di tagliatelle: una base di pasta frolla che racchiude una farcitura di mandorle e miele e, sopra, come decorazione, tagliatelle di pasta sfoglia che, durante la cottura, assumono un colore dorato e una consistenza croccante. Si serve abbinata con un liquore a base di mandorle.

Guscio croccante e cuore morbido per la tenerina o tacolenta, così chiamata per la sua consistenza interna quasi appiccicosa. Si serve spolverizzata di zucchero a velo.

Secondo l’antica tradizione, il panpepato veniva preparato dalle famiglie ferraresi nel mese di novembre, per essere poi consumato nel periodo di Natale e nei mesi successivi, durante il freddo e umido inverno locale. Gli ingredienti variano da famiglia a famiglia e comunque prevedono mandorle, noci, nocciole, canditi, arancia, cedro, uva passa, spezie, il tutto ben amalgamato e arricchito con miele, cacao, caffè e liquore. Vogliamo citare un liquore? Lo Zabov Moccia. Si tratta di uno zabaglione preparato con latte, tuorli d’uova, zucchero, poco alcool e brandy.

Andar per ristoranti

Zazie

Il fascino di parcheggiare la bici ed entrare in un ristorante per gustare la cucina tipica, va da sé, è impagabile. Cominciamo con Zazie, un’istituzione per chi desidera mangiare veg e al tempo stesso deliziarsi con piatti creativi e ispiratori di nuovi abbinamenti.

“La filosofia che da sempre perseguiamo è quella di offrire la possibilità di nutrirsi in modo sano e semplice”, afferma Lorenzo Lucchini, uno dei proprietari. “Le preparazioni calde sono tutte create con cottura a vapore, con i condimenti a crudo e con un attento uso di spezie ed erbe aromatiche usate anche per tenere basso l’uso di sale”, prosegue.

La zupperia, con ricette ogni giorno diverse, è frequentata da chi cerca un pranzo veloce ma sano, e non mancano secondi come burger veg o insalate. Per chi desidera concedersi una pausa in tarda mattinata o nel pomeriggio c’è un’offerta di centrifugati ed estratti, e, in inverno, succhi caldi con spezie e miele. “Il miele è prodotto dalle nostre api, che bottinano nel cuore di Ferrara e nei dintorni della provincia, fornendo varietà particolari grazie alle numerose fioriture presenti da aprile a luglio”, puntualizza Alberto Negrini, l’altro proprietario.

Chi ama il tiramisù in ogni stagione e situazione deve accomodarsi a La Vegana, famosa in tutta Ferrara per il suo vegamisù, ma anche per la torta al caffè e cioccolato, o, passando al salato, per la zucca speziata e il risotto pere e radicchio. “Si tratta di una gastronomia 100% vegetale, nata nel 2012 quando ancora in tanti non sapevano neanche cosa significasse il termine vegano”, spiega Shelly Gluzman, la proprietaria di origini israeliane. L’offerta spazia da alcuni piatti tradizionali veganizzati, come cappellacci di zucca, cappelletti, tiramisù e profiteroles, a piatti di pura invenzione. “I piatti che suscitano più sorpresa nei clienti, dopo l’assaggio e la constatazione che si tratta di piatti veg, sono sicuramente i cappellacci e i profiteroles”, conclude sorridendo Shelly.

Punto veg

Per chi cerca un take away un po’ speciale (anche da gustare in loco), esiste il Punto Veg, vicino all’università. I proprietari, i fratelli Marzouka, uniscono e trasmettono con i loro piatti i sapori più esclusivi della tradizione ferrarese, giordana e palestinese. “Non desideriamo proporre piatti veganizzati, ossia versione veg di ricette classiche”, afferma Alice Marzouka. “Vogliamo proporre e far conoscere quei piatti delle tre culture che rappresentiamo, che sono già vegetariani per loro stessa natura. Ad esempio, i nostri clienti adorano le crespelle di farina di castagne, che non sono un’evoluzione veg della classica crêpe ma un elemento tipico della cucina dell’appenino tosco emiliano, il ciaccio”.

Fra le altre specialità che meritano un assaggio ci sono sicuramente i falafel. “Ci rappresentano perché hanno l’interno a base di cipolla dorata di Medicina, città vicino a Bologna, aromatizzata con aceto balsamico di Modena, ma l’esterno è croccante come vuole la tradizione medio orientale”, sottolinea Alice.

Poco fuori Ferrara, a Mesola, Il Bosco Officinale offre i propri prodotti e rinnova ogni giorno la tradizione di un’azienda agricola storica. Anche qui gli artefici di una realtà fatta di passione e rispetto della natura sono fratello e sorella. “L’azienda agricola fu fondata da nostro nonno e noi abbiamo deciso di continuare la tradizione di famiglia offrendo prodotti che sommassero un che di moderno e tutto il sapere antico”, spiega Sabrina Zanelli, titolare dell’azienda insieme al fratello Massimiliano.

Gli oli essenziali sono prodotti con erbe e fiori raccolti in azienda, distillati, in versione sottovuoto per le piante più delicate. “Mio nonno diceva sempre che se un’erbaccia infestante è cosi resistente da sopravvivere in ogni condizione, vuol dire che deve avere per forza qualcosa di positivo. Da questa semplice affermazione è nata la linea cosmetica all’Erigero che si affianca a numerosi oli essenziali e prodotti cosmetici”, prosegue Sabrina. Originale l’offerta delle confetture: pera e timo, fragola e basilico o rosa canina ed echinacea, utile per il sistema immunitario.

Appunti di viaggio

Zazie - Ristorante
Via San Romano 62 - Ferrara
Tel. 3312668008

La Vegana - Ristorante
Via Carlo Cattaneo 90/A - Ferrara
Tel. 3425400700

Punto Veg - Laboratorio di cucina artigianale
Via Carlo Mayr 78 - Ferrara
Tel. 3806985929

Il Bosco Officinale - Azienda Agricola
Via Comunale per Goro, 3/A - Mesola (FE)
Tel. 3356510408


Ferrara: in bici al ristorante - Ultima modifica: 2020-02-04T11:01:02+01:00 da Chiara Bettoli
Ferrara: in bici al ristorante - Ultima modifica: 2020-02-04T11:01:02+01:00 da Chiara Bettoli

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