Un’Europa agro-ecologica entro il 2050 è possibile


Uno studio esplora la fattibilità agricola e nutrizionale di questo scenario: è possibile soddisfare effettivamente le esigenze alimentari di tutti gli europei entro il 2050 applicando i metodi dell’agro-ecologia, data la disponibilità odierna di terreni agricoli? La risposta dello studio è affermativa a condizione di consumare meno prodotti animali, ma più frutta, verdura e fibre

Uno studio esplora la fattibilità agricola e nutrizionale di questo scenario: è possibile soddisfare effettivamente le esigenze alimentari di tutti gli europei entro il 2050 applicando i metodi dell’agro-ecologia, data la disponibilità odierna di terreni agricoli? La risposta dello studio è affermativa a condizione di consumare meno prodotti animali, ma più frutta, verdura e fibre

L’agricoltura biologica può nutrire sostenibilmente 530 milioni di cittadini europei: lo conferma uno studio dell’IDDRI (Institut du Développement Durable et Responsable), prestigioso istituto dell’Università Cattolica di Lille specializzato in sviluppo sostenibile. Lo studio, “Un'Europa agro-ecologica: l'agricoltura multifunzionale per un sistema alimentare sano”, parte – riferisce un articolo del SINAB - dai crescenti segnali di allarme, soprattutto in termini di salute e ambiente, che indicano la necessità di una forte transizione all'interno del sistema agroalimentare europeo.

Lo studio esplora la fattibilità agricola e nutrizionale dello scenario: è possibile soddisfare effettivamente le esigenze alimentari di tutti gli europei entro il 2050, data la disponibilità odierna di terreni agricoli? E con quali conseguenze per il commercio di generi alimentari tra l'Europa e il resto del mondo? Lo studio sviluppa un modello originale, confrontando sistematicamente la produzione agricola e le sue applicazioni - sia alimentari che non alimentari -, i metodi di produzione e l'uso del suolo. Uno scenario che prevede meno prodotti animali, ma più frutta, verdura e fibre, in linea con le raccomandazioni dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Nonostante un previsto calo della produzione del 35% rispetto al 2010 (in kcal), lo studio prevede che:

  • Sarebbe possibile alimentare in modo sano e completo gli europei mantenendo la loro capacità di esportazione;
  • Si ridurrebbe l'impronta alimentare globale dell'Europa;
  • Diminuirebbero del 40% le emissioni agricole di gas a effetto serra;
  • Si recupererebbe biodiversità e aumenterebbe la protezione delle risorse naturali.

Per conoscere meglio le proposte di questo interessante studio, è possibile scaricarlo QUI.

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome