Filiera agroalimentare: uno spreco di 750 miliardi di dollari


Come è ripartito lo spreco, secondo la Fao, fra agricoltura, industria alimentare e consumo. L'Unione europea lancia l’obiettivo zero sprechi a partire innanzi tutto da una catena agrolimentare più efficiente

La principale nuova sfida lanciata dalla Unione Europea al settore agroalimentare – si legge in un articolo su Espresso.Repubblica.it - consiste nell'assicurare un cibo sicuro, sano, di alta qualità sviluppando sistemi sostenibili, innovativi ed efficienti per l'approvvigionamento, la lavorazione e la commercializzazione, cercando allo stesso tempo di creare valore dalla gestione dei rifiuti e dei sottoprodotti alimentari.
La Fao ha stimato così le fasi dello spreco della filiera agroalimentare: il 32 per cento - ovvero 510 milioni di tonnellate di materiale - si sprecano durante la produzione agricola; il 22 per cento - pari a 355 milioni di tonnellate - nelle fasi immediatamente successive alla raccolta; l’11 per cento - 180 milioni di tonnellate - durante la trasformazione industriale; il 13 per cento - 200 milioni di tonnellate - durante la distribuzione. Il 22 per cento è lo spreco del consumatore, a livello domestico e nella ristorazione.
Va tenuto in considerazione anche il fattore ambientale: secondo il rapporto "Food wastage footprint. Impacts on natural resources" della Fao del 2013, l'impronta di carbonio del cibo prodotto ma non mangiato e quindi sprecato ogni anno viene stimata in 3,3 miliardi di tonnellate di Co2.
Il consumo di acqua collegato allo spreco alimentare è di circa 250 km cubici, come il flusso annuale d'acqua del Volga, o tre volte il volume delle acque del lago di Ginevra. Il cibo prodotto e sprecato, poi, occupa quasi 1,4 miliardi di ettari di terra, costituendo il 30 per cento della superficie occupata da terre agricole a livello mondiale. Il diretto costo economico dello spreco alimentare dei prodotti agricoli (esclusi i prodotti del pescato) viene valutato sui 750 miliardi di dollari, una cifra equivalente al Pil della Svizzera.
Annullare gli sprechi in termini di materia, di energia, ma anche nell'alimentare è stato il tema principale che è stato affrontato ad Ecomondo 2015, dal 3 al 6 novembre a Rimini Fiera, in particolare mercoledì 4 novembre nel convegno “Verso una catena alimentare a zero rifiuti: tecnologie abilitanti per la sostenibilità dell’industria alimentare e la gestione dei rifiuti in una prospettiva di economia circolare“ ed è curato da Unibo, Confagricoltura, Atia-Iswa Italia Italia, Cluster Tecnologico nazionale Agro-Food Consorzio Italiano Compostatori e Comitato tecnico Scientifico di Ecomondo.

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