Conosciamo meglio l’uvetta e come può tornare utile anche in piatti salati

5 | 1 voto/i

L’uvetta è una storica frutta secca che da sempre è stata prodotta in diverse località del mondo in particolare dove il sole caldo ne favoriva il processo di asciugatura, vediamone caratteristiche e uno spunto d’uso anche per delle verdure!

Tra i prodotti a lunga conservazione derivati dalla frutta uno dei più interessanti per l'alimentazione e la cucina è senza dubbio l'uvetta secca cibo che come ben si sa e si intuisce deriva dall'essiccamento delle diverse qualità di uva coltivate e che in questi giorni delle feste e comparsa spesso in tavola.

Il processo che trasforma l’uva da fresca a secca avviene secondo la prassi tradizionale tramandata nei secoli raccogliendo per prima cosa il frutto molto maturo, stendendolo su teli e lasciando che l'azione del sole disidrati i singoli acini.

A questo metodo tradizionale si sono aggiunte poi nel corso dei secoli diverse varianti come quella di utilizzare il comune olio d'oliva e il carbonato di potassio per diminuire i tempi di essiccamento e allo stesso tempo proteggere gli acini dagli agenti esterni nocivi.

In base alla qualità di uva di partenza si ottengono diverse tipologie finali, Malaga se derivante dalla versione spagnola con acini molto grossi, Sultanina quando la varietà di riferimento è l'omonima coltivata soprattutto in Grecia e Turchia, Corinto quando sono presenti acini molto piccoli senza semi e con un aroma molto specifico.

Se il costo finale delle migliori qualità sembra alto bisogna considerare che per ottenere un chilogrammo di uvetta si parte da più di 4 chilogrammi di uva fresca che passa per un processo di preparazione graduale che richiede un tempo di realizzo considerevole se si vogliono seguire regole attente e rispettose del frutto.

Questa uva conservata è un ottimo alimento con diversi usi grazie anche al buon contenuto di sali minerali, fibre, fenoli e antiossidanti, ha poi la capacità di regolare il transito intestinale, essere un elemento di prevenzione per l'osteoporosi, un supporto prezioso per gli sportivi e chi fa mola attività fisica all'aperto.

Si può consumare in piccole quantità nella colazione del mattino, usarla per preparare deliziose tisane, utilizzarla per sostituire i comuni dolcificanti nei dolci, per valorizzare molte verdure a foglie verdi come cicoria, erbette, tarassaco e le più comuni bietole da taglio.

A proposito di queste vi racconto brevemente una ricetta in attesa di realizzarne le foto e poi metterla nella sua versione integrale qui sul blog.

Provate a sbollentare con poca acqua un bel mazzo ben lavato di una delle verdure a foglia verde che più preferite, lasciatelo intiepidire e poi strizzatelo dall'acqua in eccesso.

Tritatelo grossolanamente e mescolatelo con una manciata di uvetta ammollata per 20 minuti circa e tritata solo se di qualità grossa, unite anche una manciata di pinoli, una grattugiata di noce moscata, poco sale e un filo dolio.

Saltate il tutto in padella all'ultimo momento per 5 minuti abbondanti unendo anche un poco di peperoncino o olio al peperoncino se volete dare una nota più piccante e stimolante.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome