Biossido di carbonio, alimenti e paradossi produttivi


Il paradosso di alcune sostanze, come il biossido di carbonio, nocive e deleterie per parte dell’ambiente naturale e abusate nell’uso della produzione alimentare di comuni cibi usati anche in cucina

È molto interessante conoscere come certe sostanze di per se indicate spesso come elementi negativi e di peggioramento delle condizioni di vita del pianeta possano rientrare nella produzione alimentare a diversi livelli e in alcuni casi essere addirittura vitali.

Se prendiamo l’esempio del biossido di carbonio sappiamo che l’aumento della sua presenza nell’aria che si è verificato nell’età moderna con la nascita della rivoluzione industriale ha di fatto determinato il problema non di poco conto del diffondersi dell’effetto serra.

Con in più una parallela diminuzione di carbonato nei grandi mari del pianeta, il conseguente abbassamento del PH e i relativi effetti devastanti sull’ecosistema marino per tutti gli organismi la cui esistenza è legata alla fissazione di carbonato di calcio.

La sostanza di per se si trova naturalmente nell’atmosfera e deriva dall’ossidazione delle sostanze organiche di vario tipo, allo stesso tempo è determinante nei processi vitali di animali e piante come la fotosintesi clorofilliana e altre importanti funzioni vitali.

Il problema come sempre quando di parla di interferenza dell’uomo nei cicli della natura riguarda la percentuale che il pianeta è in grado di tollerare e ammortizzare!

Questa stessa sostanza però viene utilizzata nei processi produttivi alimentari per caratterizzare, conservare e migliorare una serie di cibi al naturale e trasformati.

Pensiamo a come oggi vengono spesso conservate derrate come le verdure, la frutta e alcuni prodotti di origine animale, cioè con l’interazione determinante per la durata nel tempo della Co2.

Ma il suo prevalente utilizzo nel campo del food riguarda in realtà la produzione di bibite gasate sia analcoliche che alcoliche con livelli di consumo spesso purtroppo altissimi.

È notizia di questi giorni che per motivi industriali il biossido di carbonio risulta di minore disponibilità per gli usi citati in precedenza.
Viene infatti ricavato principalmente dalla lavorazione dell’ammoniaca, elemento che genera diversi sottoprodotti fra cui appunto la Co2.

Le aziende coinvolte in questa lavorazione sono in queste settimane in difficoltà e di conseguenza l’offerta è minore rispetto all’elevata domanda.

Che di per se pensandoci bene non sarebbe però un esigenza vitale per l’uomo, la banalissima acqua giusto per citare una bevanda di base da che mondo è mondo la abbiamo assimilata fino al secolo scorso prevalentemente al naturale senza gas se non quelli nativi presenti alla fonte.

Oggi sembra che non ne possiamo fare a meno in un paradosso che vede la stessa sostanza nociva per l’ambiente e vitale per un certo tipo di produzioni alimentari, un qualcosa che fa molto, molto riflettere anche a chi opera in cucina!!!

2 COMMENTI

  1. buongiorno Giuseppe,
    condivido in pieno questo post, sia per la segnalazione del paradosso, sia perché testimonia come un approccio olistico, in cui il tutto risulta più della somma banale delle parti, anche in cucina, porta a intuizioni preziose: nel centrare una ricetta, un accostamento di gusti e nel collocarli nel contesto
    grazie e buona giornata
    michele

  2. Buongiorno Michele,
    grazie della tua riflessione, viviamo con molti di simili paradossi, quello che sorprende me è in particolare come le persone non se ne rendano conto e vivano in una sorta di spensieratezza ingenua.
    Eppure basterebbe solo osservare un po’ di più riflettendo con spirito critico su quello che vediamo e ci succede intorno!
    Ti auguro una splendida giornata.
    A presto

    Giuseppe

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