Negli ultimi anni lo troviamo ovunque – nei caffè, nei dolci, nei frullati – ma il matcha non è una moda recente. Anzi! È una polvere verde brillante con una storia millenaria, un rituale preciso e un profilo nutrizionale che lo rende molto più di un semplice tè, tra le altre cose, un grande ricostituente naturale di una versatilità in cucina disarmante. È uno di quegli ingredienti che raccontano una cucina più lenta e consapevole, fatta di piccoli rituali quotidiani. Non promette miracoli, ma offre energia pulita, gusto profondo e un momento di pausa verde brillante, perfetto per i ritmi intensi di oggi e perfetto per impreziosire e dare carattere e benessere a numerose ricette.
Un tè con una lunga storia
Il matcha nasce in Cina, ma è in Giappone che diventa ciò che conosciamo oggi. Introdotto dai monaci buddhisti nel XII secolo, veniva utilizzato durante la meditazione per mantenere la mente vigile e il corpo calmo. Da qui entra nella cerimonia del tè (chanoyu), uno dei rituali più codificati e simbolici della cultura giapponese, dove il matcha non è solo una bevanda ma un esercizio di presenza e consapevolezza.
A differenza degli altri tè verdi, il matcha si ottiene da foglie coltivate all’ombra nelle settimane precedenti la raccolta. Questo processo aumenta la produzione di clorofilla e aminoacidi, responsabili del suo colore intenso e del sapore umami.
Perché il matcha fa così bene
Il matcha è una vera miniera di composti bioattivi: è ricchissimo di catechine, potenti antiossidanti (in particolare l’EGCG) che aiutano a contrastare lo stress ossidativo; contiene L-teanina, un aminoacido che favorisce concentrazione e calma mentale, modulando l’effetto della caffeina; fornisce una energia più stabile e prolungata rispetto al caffè, senza picchi né cali improvvisi; sostiene il metabolismo e può contribuire al controllo della glicemia e, grazie alla clorofilla, è spesso associato a un effetto “detox”, più legato al supporto dei naturali processi di eliminazione che a una reale azione depurativa.
Un dettaglio importante? Con il matcha si ingerisce l’intera foglia, non solo l’infuso. Questo significa assumere una quantità di nutrienti nettamente superiore rispetto a un tè tradizionale.
Le ricette con il matcha (non solo in tazza)
Il matcha è sorprendentemente versatile e si presta sia al dolce che al salato: classico, montato con acqua calda (non bollente) e una frusta di bambù; come bevanda (via libera a matcha latte, iced matcha, frullati verdi...); in pasticceria per preparare biscotti, muffin, cheesecake, tiramisù, dove regala colore naturale e una nota erbacea elegante; per impreziosire colazioni sane: porridge, overnight oats, yogurt e chia pudding e persino in preparazioni salate, perché usato in piccole dosi può aromatizzare pane, cracker, gnocchi o salse delicate.
Ecco 5 ricette con il matcha da preparare e gustare ora.




