La cervogia, birra degli antichi


Il post di ieri dedicato alla birra della Casa Bianca mi ha fatto venire voglia di raccontare qualcosa di più su questa bevanda, dalle origini lontane nel tempo - ma non nello spazio.

Se sotto l'antica Roma, in un modello alimentare ispirato a quello greco, erano il grano, la vite e l’ulivo gli alimenti simbolo di una civiltà agricola, con l’arrivo delle popolazioni germaniche - la cui alimentazione era derivata dalla pastorizia e della caccia – diventano la carne, il burro e la cervogia, i cibi più rappresentativi.  Già scoperta dalle antiche civiltà agricole in Egitto e Mesopotamia, la cervogia - ossia l'antenata della birra - era un liquido denso e piuttosto pastoso derivato dalla fermentazione dei cereali che anche i popoli del nord avevano imparato a produrre. Si racconta che all’epoca di Carlo Magno dei frati aggiunsero del luppolo al composto durante la fermentazione. Grazie al luppolo la cervogia si chiarificò, depositando le parti solide e prendendo l’aspetto limpido e il caratteristico gusto amarognolo. E in più, conservandosi molto più a lungo. Da allora ha cambiato nome: da cervogia,  che risuona ancora nella cerveza spagnola, ha assunto un nuovo termine di origine germanica dal quale sono derivati bier, beer, bière e birra, naturalmente.

Infine, la birra può caratterizzare in modo piacevole molti piatti, specie quelli del periodo autunnale o invernale. E' il caso di questo risotto con la catalogna che vedete nella foto.

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