Mancano poche settimane all’8 marzo, la Giornata internazionale della donna. Ma al di là delle celebrazioni, la salute femminile resta ancora troppo poco al centro dell’attenzione, soprattutto quando si parla di prevenzione. Eppure, come dimostrano sempre più studi, sarebbe importante sapere che anche le scelte quotidiane a tavola possono ridurre il rischio di tante malattie, specie quando passano gli anni. E che la dieta mediterranea rappresenti uno dei modelli alimentari più favorevoli al benessere è noto da tempo. Questo stile alimentare non si limita a fornire energia e nutrienti, ma contribuisce a sostenere diversi aspetti dell’equilibrio dell’organismo, con effetti particolarmente evidenti nelle donne (persino su depressione e disturbi dell’umore). Il merito è della sua composizione ricca di alimenti che apportano fibre, grassi insaturi, vitamine e molecole antiossidanti.
Un aiuto dopo gli “anta”
Uno dei primi effetti protettivi collegati allo stile mediterraneo, nonché tra le cause del suo grande successo, è senz’altro quello legato alla salute del cuore e del sistema circolatorio. Un aspetto particolarmente rilevante per le donne perché con i cambiamenti ormonali che accompagnano la menopausa, il sistema cardiovascolare diventa progressivamente più vulnerabile (al pari di quanto accade alla massa ossea, con un aumento del rischio di osteoporosi). Una delle cause principali di tutto ciò è la riduzione degli estrogeni, la cui azione protettiva cessa, facendo sì che i fattori di rischio cardiovascolare diventino come quelli degli uomini, notoriamente maggiori. Per fortuna, in questa situazione di cambiamento anche l’alimentazione può rappresentare un fattore di protezione.
Una nuova conferma
A confermare il ruolo preventivo della dieta mediterranea arriva uno studio pubblicato su Neurology Open Access, rivista dell’American Academy of Neurology, che ha analizzato le abitudini alimentari di quasi 106mila donne con un’età media di 53 anni, seguite per oltre vent’anni. All’inizio della ricerca, le partecipanti hanno compilato questionari dettagliati sulla propria alimentazione. In base alle risposte, i ricercatori hanno assegnato a ciascuna un punteggio di aderenza alla dieta mediterranea, da zero a nove. Il punteggio più elevato corrispondeva a un maggiore consumo di alimenti tipici del modello mediterraneo, come cereali integrali, frutta, verdura, legumi, pesce e olio d’oliva, e a un consumo più limitato di carne rossa e di latte e derivati, formaggi compresi.
I risultati hanno mostrato una chiara differenza tra i gruppi. Dopo aver tenuto conto di altri fattori che influenzano la salute vascolare, come il fumo, l’attività fisica e la pressione arteriosa, le donne con la maggiore aderenza alla dieta mediterranea presentavano un rischio inferiore del 18 per cento di eventi cerebrovascolari (ictus) rispetto a quelle con un’alimentazione più lontana da questo modello. Questo dato conferma che la qualità complessiva dell’alimentazione può influenzare in modo significativo la salute dei vasi sanguigni, contribuendo a preservarne la funzionalità nel tempo.
Una sinergia di cibi che funziona
Gli effetti osservati possono essere spiegati dalla presenza, nella dieta mediterranea, di numerosi nutrienti e composti bioattivi che contribuiscono a proteggere il sistema cardiovascolare. Le fibre presenti nei cereali integrali, nei legumi e nella frutta aiutano a regolare i livelli di colesterolo e glicemia. I grassi insaturi dell’olio d’oliva, del pesce e della frutta a guscio contribuiscono a mantenere l’elasticità dei vasi sanguigni e a modulare i processi infiammatori. Anche il ricco contenuto di sostanze antiossidanti, fornito soprattutto da frutta, verdura e olio extravergine d’oliva, svolge un ruolo importante nel proteggere le cellule dallo stress ossidativo, uno dei fattori coinvolti nell’invecchiamento vascolare.
Nel complesso, questo studio rafforza ulteriormente le evidenze a favore della dieta mediterranea come modello alimentare di riferimento, confermando che le scelte quotidiane a tavola possono contribuire a proteggere la salute dei vasi sanguigni e a favorire un invecchiamento più sano delle signore.





