A gennaio può capitare di sentirsi un po’ gonfi, scarichi di energie, con la digestione rallentata e una sensazione generale di “sovraccarico”. Dopo il periodo festivo caratterizzato da pasti abbondanti, meno movimento e ritmi irregolari, è normale che l’organismo chieda un po’ di attenzione in più. È proprio in questi momenti che tornano in auge trattamenti cosiddetti detox per “ripulire” l’organismo.
Il punto, però, è un altro. Più che puntare sul singolo alimento o sulla bevanda giusta – che possono anche avere un loro ruolo benefico – secondo noi sarebbe più efficace spostare l’attenzione sui comportamenti quotidiani che affaticano il fegato. Il nostro organismo è già perfettamente attrezzato per eliminare le sostanze di scarto: non ha bisogno di cure speciali, ma di non essere continuamente sovraccaricato. È da qui che nasce il concetto di no tox: non aggiungere qualcosa di straordinario, ma togliere ciò che ostacola il lavoro dei nostri organi emuntori, a partire dal fegato.
Gli eccessi alimentari, soprattutto se protratti nel tempo, aumentano la produzione di scorie metaboliche, come quelle azotate derivanti dal metabolismo delle proteine. Queste sostanze vengono convogliate nel sangue e poi al fegato, che ha il compito di trasformarle e indirizzarle verso rene e intestino per l’eliminazione.
Talvolta quando si parla di diete depurative si rischia una semplificazione fuorviante: si concentra tutto sul cibo “giusto”, come se fosse una terapia, dimenticando la coerenza dei comportamenti. Ad esempio bere più acqua e poi eccedere con il sale (che provoca ritenzione idrica) non aiuta affatto, anzi può produrre l’effetto opposto.
- Ridurre i grassi, soprattutto quelli saturi
Dopo le feste è utile alleggerire il carico riducendo la frequenza di alimenti ricchi di grassi saturi di origine animale: carni grasse, salumi, formaggi stagionati, burro, panna, fritti e salse elaborate.
Meglio privilegiare grassi di buona qualità, usati con misura, come l’olio extravergine d’oliva, preferibilmente a crudo. È importante anche evitare temperature di cottura troppo elevate, che favoriscono la formazione di composti indesiderati.
In questo senso, iniziative come il Veganuary possono rappresentare uno spunto interessante per sperimentare – anche solo temporaneamente – un’alimentazione più vegetale e meno impegnativa per il fegato (qui trovate una dieta settimanale 100% green).
- Mettere in pausa l’alcol
L’alcol è una delle sostanze che più direttamente affatica le cellule epatiche. Anche quantità considerate “sociali”, se ripetute spesso, rappresentano un carico non necessario in una fase di recupero.
Non a caso, nei paesi anglosassoni è sempre più diffusa l’iniziativa del Dry January, che invita a sospendere il consumo di alcol per tutto il mese di gennaio: una pausa che molte persone riferiscono come benefica per energia, digestione e qualità del sonno.
- Mangiare il più possibile “pulito”
Un pilastro del no tox è la riduzione degli alimenti ultra-processati: prodotti con etichette lunghe, additivi, ingredienti poco riconoscibili, zuccheri nascosti, grassi di scarsa qualità e molto sale.
Preferire alimenti semplici, al naturale o poco lavorati – legumi cotti, cereali integrali, verdure, frutta, latte e latticini semplici – significa introdurre meno sostanze che il fegato deve faticosamente metabolizzare. Non è una rinuncia, ma una semplificazione utile.
- Fare attenzione al sale, anche quello “nascosto”
Il sale non è solo quello aggiunto a tavola: in un giorno dovremmo usare al massimo 5 g di sale (mentre ne consumiamo in media il doppio). Gran parte del sodio arriva da alimenti già pronti o trasformati: salumi, formaggi stagionati, prodotti da forno salati, snack, cibi in salamoia…
Un eccesso costante di sale (o, meglio, di sodio) come è noto favorisce la ritenzione idrica nei tessuti, influisce sulla pressione sanguigna e rende meno efficiente il lavoro metabolico.
- Limitare zuccheri e dolci quotidiani
Infine, gli zuccheri. Dopo le feste è facile prolungare l’abitudine a dolci, dessert e bevande zuccherate. Un consumo regolare eccessivo di zuccheri semplici è stato messo in relazione con l’aumento dei trigliceridi nel sangue, anche indipendentemente dall’apporto calorico complessivo. Il fegato, infatti, tende a convertire gli zuccheri in eccesso in trigliceridi attraverso un processo metabolico specifico, contribuendo a valori elevati nel sangue.
Nel tempo, questo stesso meccanismo può favorire anche l’accumulo di grasso a livello epatico, aumentando il rischio di steatosi, soprattutto se agli zuccheri si associano alcol e grassi saturi.
Meglio quindi riportare dolci e zuccheri a un consumo più occasionale, privilegiando carboidrati complessi, cereali integrali e frutta, senza trasformare ogni giorno in una festa prolungata.
In conclusione, un’alimentazione no tox è un modo semplice per aiutare l’organismo a ritrovare l’equilibrio. Associando ogni giorno queste scelte a una buona idratazione, al consumo quotidiano di almeno cinque porzioni di frutta e verdura e a un po’ di movimento. E non perché va “ripulito”, ma perché sa già farlo benissimo, specie se lo lasciamo lavorare...





