Curarsi con i semi di albicocca? L’Efsa si pronuncia


Personalmente non mi è mai venuto in mente di rompere il duro guscio del seme di albicocca per assaggiarne la mandorla amara. Tuttavia da anni queste polpose mandorle amare vengono utilizzate in piccole dosi in pasticceria o nei liquori come aromatizzanti. Inoltre, c’è chi ne consiglia l’assunzione regolare per trattare le forme tumorali. Ed è probabilmente per affrontare questa ultima questione che l’Efsa (l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha recentemente rilasciato il suo parere tecnico mettendo in guardia sul consumo di queste particolari mandorle amare. In pratica, già una porzione superiore a 3 mandorle piccole (o a meno di mezza mandorla se grande) supera i livelli di sicurezza. Ma di cosa? Nei semi di albicocca è presente l’amigdalina, un composto naturale che una volta ingerito si trasforma in cianuro. L’Efsa ricorda che l’avvelenamento di cianuro, a seconda della dose può causare nausea, febbre, mal di testa, insonnia, sete, letargia, nervosismo, dolori articolari e muscolari, calo della pressione arteriosa. In casi estremi può essere fatale. Il Panel di esperti scientifici dell’Efsa ha stabilito un livello di sicurezza per l'esposizione una tantum (e quindi non abituale!) di 20 microgrammi di amigdalina per chilogrammo di peso corporeo. Una quantità che equivale, appunto a meno di 3 mandorle amare piccole per un adulto. Nessun rischio si corre con la polpa delle albicocche, frutti ricchissimi di qualità nutrizionali: sono delle bombe di antiossidanti e di sali minerali. E siccome tra pochissimo saranno di stagione, eccovi qua la ricetta di una gustosa cremolata di albicocche che ne valorizza il gusto e le proprietà ma in tutta sicurezza!

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