Dicembre: il mese dei dolci


Nei dolci che metteremo a tavola nelle prossime festività, oltre al piacere di mangiarli si concentrano molti significati. Da una parte una funzione rassicurante e rasserenante collettiva e dall'altra un valore simbolico che richiama sia l'energia della terra che il sole.  Per tante ragioni, non ultime la loro struttura e consistenza, i cibi dolci si prestano a essere più degli altri i veicoli di un messaggio simbolico. Non dobbiamo dimenticare che a dicembre avviene il solstizio d'inverno, un momento di passaggio che già gli antichi romani esorcizzavano con i Saturnalia, una sorta di carnevale dove tutto si rovesciava. Poi la festa religiosa del Natale si è sovrapposta e sostituita. A Natale c'è la rinascita del sole, per noi simboleggiatato dal bambino divino, un sole che nel solstizio di inverno è ancora piccolo, debole e che ha bisogno di un rito per preservarlo. E un dolce come il panettone richiama questi elementi. Già dalla forma: è una piccola casa, ricorda la capanna della Natività. Poi il colore giallo, solare, la presenza dell'uvetta, frutto della terra lasciata appassire sotto il sole forte dell'estate. Insomma, i dolci tradizionali coniugano sempre l'aspetto alimentare a un valore simbolico. Pensiamo al crescente lunare, il croissant, che è un simbolo antichissimo, adottato poi dall'Islam, e che noi mangiamo tutti i giorni col cappuccino al bar...

 

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