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Dissociare, mescolare…


Proteine e carboidrati insieme sempre? Oppure mai? Ecco le ultime direttive dei nutrizionisti per restare in forma a lungo

La dieta dissociata fa bene all’organismo?

Diverse persone vantano buoni risultati nella regolazione del peso consumando a pranzo cibi ricchi di carboidrati, come la pasta, e a cena ingredienti proteici, per esempio il pesce. Certo, con questa regola può essere più facile limitare l’assunzione dei diversi alimenti. Però, osservando la natura, la visione di un menu che separa carboidrati e proteine rischia di risultare astratta. Cereali e legumi, per esempio, contengono un connubio inseparabile di queste sostanze, che è il loro punto di forza.

Cosa suggerisce la ricerca scientifica?

Anche dal punto di vista scientifico la dieta dissociata suscita dei dubbi. Diverse ricerche sembrano mostrare che distribuire le proteine nei tre pasti principali, abbinandole ad adeguate quantità di carboidrati in forma di cereali poco raffinati, ortaggi e frutta, garantisce la migliore utilizzazione di tutte le sostanze nutritive. Di conseguenza, migliora l’efficienza del metabolismo e favorisce la rigenerazione delle cellule e dei tessuti, evitando di sovraccaricare fegato e reni, che possono risentire, invece, di quote proteiche isolate e molto elevate.

Quali sono le regole per restare in forma?

La qualità viene ancora prima degli abbinamenti. Ingredienti biologici, di stagione, poco raffinati, senza additivi e altre sostanze estranee (per esempio i dolcificanti) assicurano l’equilibrio del metabolismo senza interferenze indesiderabili. Una seconda regola è la varietà, importantissima per prevenire carenze. Realizzate queste premesse, ogni pasto dovrebbe contenere in misura equilibrata carboidrati, proteine e grassi. Meglio quindi abbinare cereali e ingredienti proteici, fra cui legumi e semi oleosi. Il tutto arricchito sempre con verdura, frutta e olio extravergine d’oliva.

Il classico piatto unico a base di cereali è consigliabile?

È pratico, soprattutto a pranzo. Attenzione però: non stiamo parlando di semplice pasta al pomodoro, che, da sola, sui tempi lunghi rischia di creare squilibri, analogamente a paste ripiene, pizza o altre ricette realizzate con farine raffinate. Meglio preferire cereali integrali, sempre con l’aggiunta di cibi proteici, per esempio legumi (fra cui tofu e altri derivati), formaggio, piccole quantità di pesce, magari in forma di ragù. Quello che non deve mai mancare è una porzione di verdura, cruda o cotta, condita con olio extravergine e succo di limone. La frutta a fine pasto non ha controindicazioni particolari, ma chi ha problemi di gonfiore può consumarla come spuntino. Un pranzo equilibrato aiuta, fra le altre cose, a regolare l’appetito. Così a cena è più facile consumare un pasto leggero. Una ricca zuppa con legumi e/o cereali, o un secondo, con ortaggi e pane integrale, per esempio, sono un’ottima opportunità per variare con gusto.

Quanti spuntini al giorno?

Alcune ricerche suggeriscono che è preferibile focalizzare l’attenzione sui pasti principali, perché mangiare troppo spesso può sollecitare in modo scorretto il metabolismo, favorendo l’aumento del peso. Ingredienti a basso indice glicemico, come verdura, mandorle, noci o altra frutta oleosa dovrebbero, in ogni caso, sostituire i dolci. La prima colazione merita, invece, il ruolo di un vero e proprio pasto. Se ben equilibrata, infatti, aiuta a regolare il metabolismo della giornata. Brioche e cappuccino andrebbero quindi sostituiti con cereali integrali, frutta fresca, latticini e semi oleosi, derivati dei legumi (latte o yogurt di soia, hummus).

Con la collaborazione di Elena Folli, dietista, esperta in alimentazione naturale.

Dissociare, mescolare… - Ultima modifica: 2019-05-16T12:19:40+00:00 da Sabina Tavolieri

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