Integratori
Disbiosi intestinale: un problema diffuso e meritevole di attenzione

Disbiosi intestinale
5 | 1 voto/i

La disbiosi intestinale è un problema molto diffuso. A livello clinico, è inquadrabile come una situazione di squilibrio a livello della composizione del microbiota intestinale, con un ovvio impatto negativo anche sulla funzione dello stesso

Quando si utilizza l’espressione “microbiota intestinale”, si inquadra l’insieme di microrganismi, dai virus ai batteri, che popolano l’intestino umano. Il microbiota è unico per ogni individuo e ha una peculiarità a dir poco speciale: il numero di geni che lo compongono è largamente superiore, di cento volte e oltre, al genoma umano. Il ruolo del microbiota intestinale è cruciale in un numero di processi che, molto spesso, si fa fatica a immaginare. Tra questi è possibile citare, per esempio, il controllo della fame e del senso di sazietà.

Il microbiota intestinale ha un ruolo anche quando si parla di alcuni disturbi della pelle e della menopausa. Prendersene cura fa la differenza, onde prevenire il rischio della disbiosi. Questa condizione si contraddistingue, come già accennato, per uno squilibrio a favore dei batteri non benefici nell’intestino. Come riconoscerla? Parliamo di sintomi nel prossimo paragrafo!

Advertisement

Come si manifesta la disbiosi intestinale?

La disbiosi intestinale può manifestarsi in diversi modi. Tra i sintomi da citare figurano il dolore addominale, così come la diarrea o la stipsi. In generale, chi soffre di disbiosi ha spesso a che fare con momenti all’insegna del gonfiore addominale, senza dimenticare il meteorismo. Un altro segnale che deve mettere in allarme è l’insorgenza improvvisa di intolleranze alimentari. Il loro palesarsi è dovuto al fatto che, essendo infiammati, i villi intestinali non sono in grado di assorbire adeguatamente le sostanze introdotte nell’organismo attraverso il cibo. Per amor di precisione, è importante ricordare che le intolleranze alimentari che si sviluppano a causa della disbiosi intestinale sono indirette, ossia non legate a un alimento preciso. I sintomi della disbiosi intestinale possono riguardare anche parti del corpo che, al primo impatto, non vengono collegate all’intestino, sbagliando. Tra queste rientra la pelle. Non è raro che chi soffre di disbiosi abbia a che fare anche evenienze come la psoriasi e la dermatite atopica. A essere coinvolto è pure l’apparato respiratorio, con problematiche come le allergie legate all’inalazione di specifiche sostanze.

Come viene formulata la diagnosi?

Nel momento in cui si palesano i sintomi di disbiosi intestinale - oltre a quelli che abbiamo già citato, è bene chiamare in causa pure problematiche inerenti l’umore, come per esempio l’ansia o l’insonnia -  il medico può prescrivere, per arrivare alla diagnosi, diversi esami. Tra questi spiccano il test del respiro e l’ecografia all’intestino, con focus specifico sulle anse. Per completare il quadro, si può procedere anche alla prescrizione di una colonscopia.

Come si cura?

La cura della disbiosi intestinale prevede un intervento su più fronti. Uno degli step principali prevede il fatto di assumere probiotici, essenziali per ripristinare, a livello sia quantitativo, sia qualitativo, la flora intestinale (se sei alla ricerca di un prodotto di questo tipo, scopri tutti i fermenti lattici disponibili in farmacia, così da avere la certezza di un ampio assortimento e del massimo livello di qualità).

Un capitolo a parte deve essere dedicato alla dieta. La sua cura è essenziale per il benessere dell’intestino. Cosa mangiare contro la disbiosi intestinale? Il primo step da compiere in questo caso è mettere al bando gli alimenti preconfezionati. Quando li si chiama in causa, infatti, si parla di preparazioni ricche di sale, zuccheri semplici e conservanti, peculiarità che non le rende certo favorevoli al benessere dell’intestino. Da ridurre fortemente è anche l’apporto di bevande alcoliche, di salumi e di cibi troppo ricchi di grassi. Ricordando che conta non solo cosa si mangia, ma anche quanto e come - se possibile, è il caso di consumare pasti frugali e frequenti - è doveroso sottolineare che, per il benessere dell’intestino e per il controllo dei quadri di disbiosi, è opportuno dissociare l’assunzione dei carboidrati da quella delle proteine. Le verdure devono fare assolutamente parte della dieta di chi soffre di disbiosi intestinale e, se possibile, dovrebbero essere consumate crude. 

Non c’è che dire! I trucchi per ripristinare il benessere dell’intestino e risolvere i quadri di disbiosi sono numerosi e, in alcuni casi, impensabili. Tra quelli che è opportuno tenere presenti nella propria quotidianità rientra la riduzione dell’apporto di alimenti ricchi di glutine e di caseina. Cruciale è anche l’idratazione. Per supportare la dieta anti disbiosi intestinale, è essenziale bere almeno 2 litri d’acqua al giorno (si tratta di una stima generale, in quanto le indicazioni specifiche variano sulla base di aspetti come il livello di attività fisica).

Un menù ideale? Colazione con due fette biscottate integrali con su spalmato un po’ di miele, uno spuntino a base di centrifugato, pasta integrale con verdure a pranzo. Come spuntino pomeridiano si può assumere un altro centrifugato - ottimo, per garantire un apporto ottimale di fibre, è il mix sedano e carota - mentre a cena vanno benissimo delle uova all’occhio di bue, accompagnate da ceci e da una fetta di pane integrale.

Articolo a cura di Alfonso Alfano

 

 

Disbiosi intestinale: un problema diffuso e meritevole di attenzione - Ultima modifica: 2024-05-28T11:24:45+02:00 da Redazione

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome