La rivista
Contiene glutine? Cucina Naturale di novembre 2026 è in edicola

Cucina Naturale novembre 2026
Vota post
Prima abbiamo imparato a convivere con la fermentazione, poi abbiamo pensato bene di metterla nei barattoli e infine di versarla nei calici. Il nuovo numero di Cucina Naturale parte da qui, da un processo antico che accompagna la nostra storia alimentare e che ancora oggi trasforma gli ingredienti grazie al lavoro di lieviti e batteri. Dal cavolo al pane con lievito madre, fino al Barolo, scopriamo come abbiamo imparato ad addomesticare la fermentazione e a farne un’alleata in cucina. Parliamo di alimenti fermentati, di glutine e di come preparare le verdure fermentate in casa. Un viaggio tra evoluzione, scienza e cucina, con un punto di partenza decisamente poco nobile: un frutto troppo maturo trovato a terra. Il numero di novembre di Cucina Naturale vi aspetta in edicola.

L'editoriale del direttore

DAL CAVOLO AL BAROLO

Durante una conversazione con uno storico e un nutrizionista sugli alimenti fermentati — la trovate a pagina 28 — salta fuori, davanti a una bottiglia di Barolo sul tavolo, il dettaglio evolutivo che abbassa di colpo il tasso di nobiltà della cena: tutta la nostra cultura enogastronomica, dall’invenzione del vino in poi, nasce letteralmente da un vegetale semi marcio trovato a terra. Spieghiamo.

I nostri antenati, migliaia di anni fa, raccoglievano e mangiavano anche frutta caduta, matura, a volte troppo matura: per fame, per opportunità o per quel sano principio evolutivo secondo cui, se qualcosa ti sfama e non ti uccide subito, vale la pena prenderlo in considerazione.

Advertisement

Quando la frutta fermenta, i lieviti trasformano gli zuccheri producendo anche etanolo, cioè alcol. Nel tempo, nutrendoci costantemente di questi alimenti maturi, abbiamo sviluppato la capacità di metabolizzarlo in modo più efficiente rispetto a molti altri animali (il che, sia chiaro, non significa che l’alcol sia innocuo o che il vino sia provvidenzialmente classificabile come integratore: solo che il nostro corpo ha una lunga confidenza con la fermentazione). Di fatto, possiamo goderci un calice di nebbiolo senza collassare, e dobbiamo ringraziare un enzima per averci reso una specie da degustazione.

Ma il vero punto è questo: i fermentati fanno parte della nostra storia alimentare da sempre. La loro versione moderna, cioè yogurt, kefir, miso, tempeh, crauti, formaggi stagionati, sono alimenti vivi, trasformati naturalmente dall’azione di lieviti e batteri.

Anche il pane con lievito madre risponde alla stessa logica: tutto nasce da una fermentazione che abbiamo imparato ad addomesticare. Nel caso della lievitazione naturale, i microrganismi lavorano lentamente sull’impasto e possono trasformare alcune componenti della farina, rendendo il pane più digeribile per molte persone. Questo, però, non significa che eliminino il glutine: a pagina 20 spieghiamo che cos’è davvero, per chi rappresenta un problema reale e perché, negli ultimi anni, sia stato trasformato non sempre a ragione in un nemico pubblico.

Dal cavolo al pane, fino al Barolo, abbiamo prima subito e poi padroneggiato i processi di fermentazione. A pagina 32 partiamo dal cavolo, con una guida per fermentarlo in casa: perché oggi, per fortuna, possiamo fare a meno della gioia di raccogliere da terra qualcosa di sospetto e sperare che l’evoluzione ci assista. Possiamo usare sale, tempo e barattoli puliti.

Abbiamo smesso di cercare il marcio sotto gli alberi e abbiamo iniziato a governare la fermentazione in cucina. A far lavorare i microrganismi per noi, e poi brindare con un calice di vino come se fosse stata tutta un’idea nostra.

Il numero di novembre di Cucina Naturale vi aspetta in edicola.

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome