Quando pensiamo a "concentrazione" e a "energia mentale" la nostra immaginazione va al caffè, allo zucchero o a qualche integratore. In realtà, nella vita quotidiana quello che conta veramente è la stabilità dei pasti.
Il cervello ama l'energia stabile
E' piccolo rispetto al resto del corpo, ma è uno degli organi più “costosi” dal punto di vista energetico. Lavora senza pause ma non ama gli sbalzi.
A settembre, lo sappiamo, ricominciamo a gestire molte informazioni insieme: mail da recuperare, orari da incastrare, lavoro, scuola, traffico, commissioni, liste. E per farlo bene l'ultima cosa di cui ha bisogno sono i picchi improvvisi: il cervello ha bisogno di continuità.
La formula è semplice:
Cereale (meglio integrale) + proteina vegetale o uova/latticini + verdure, condite da grassi buoni.
Il menu di questa settimana ha stabilmente un primo (cereali) e un secondo proteico (formaggi, uova, ceci, fagioli). Le verdure sono ovunque: nei primi e nei secondi.
Ogni pasto al suo equilibrio glicemico. È una cosa molto pratica: quando un piatto contiene carboidrati, proteine, fibre e grassi buoni, l’energia arriva più lentamente e dura di più. Non c’è il picco rapido, e spesso non c’è nemmeno il crollo dopo.
Al cervello serve il glucosio?
Il cervello usa soprattutto glucosio, ma non significa che abbia bisogno di zucchero libero. Anzi: lo zucchero da solo arriva in fretta e se ne va in fretta. Un cereale integrale, invece, insieme a ceci, fagioli, uova, formaggi, verdure e frutta secca, costruisce una curva più regolare. È quello che fanno i piatti di questa settimana: il risotto al basilico ha i pinoli, la quinoa mandorle e feta. L’orzo finisce in un timballo con melanzane e verdure. La pappa al pomodoro è abbinata alla focaccia di ceci, mentre i fagioli dell’occhio chiudono la settimana con proteine vegetali e fibre.












