Nato come piatto povero della tradizione anglosassone, oggi è diventato un grande classico delle colazioni sane, super gettonato su Instagram, nonostante in quanto a sex appeal lasci molto a desiderare. Nutriente, saziante, personalizzabile all’infinito e perfetto per iniziare la giornata con calma, ha tutta l'aria di una pappa d'avena un po' collosa, di certo non propriamente invitante alla vista. A cosa deve, quindi, la sua popolarità?
Porridge: proprietà e benefici
Dopo aver ceduto al bombardamento mediatico healthy che invita a dare una chance al porridge, ci si accorge che non è affatto male: caldo, morbido, nutriente, saziante e, nelle sue versioni più minimali, a basso indice glicemico. È naturalmente ricco di fibre solubili (beta-glucani), utili per il benessere intestinale, il controllo della glicemia e il senso di sazietà.
In poche parole, il porridge rilascia la sua energia lentamente e ci evita l’inaspettato picco di fame di metà mattina. Tutto ciò è vero, ma è meglio se il porridge è preparato con criterio, evitando quegli errori fatali che lo rendono un ammasso di avena colloso e difficile da masticare. Per scampare a questa deriva bastano poche e semplici accortezze. Come fare un porridge davvero perfetto, cremoso al punto giusto e senza grumi? Ecco una guida passo passo.
Cos’è e come fare un porridge perfetto
Partiamo dalle base: cos'è il porridge? Si tratta di una preparazione a base di fiocchi d’avena cotti in un liquido (acqua, latte o bevande vegetali) fino a ottenere una consistenza morbida e avvolgente. Ecco quindi la prima questione: quale avena scegliere? Senza addentrarsi nell'intricato vocabolario britannico dedicato alle tante lavorazioni dell'avena, vi basti sapere che la scelta dovrebbe ricadere sui fiocchi d'avena al naturale (non dolcificati) di dimensioni ridotte, i cosiddetti "baby" per ottenere una consistenza morbida e uniforme.
Se dovessimo attenerci alla tradizione scozzese, il porridge non dovrebbe contenere altro che avena, acqua e un pizzico di sale. Un'austerità eccessiva per la nostra colazione, che potrebbe farci abbandonare per sempre il porridge in favore della vagonata di biscotti. Ma prendiamo il meglio della tradizione scozzese: cuocere il porridge con l'acqua lo rende più leggero e meno impaccato, dunque aggiungiamo un po' di latte o di bevanda vegetale solamente verso la fine della cottura, per dare più sapore e cremosità. Ricordatevi solo che maggiore è la quantità di liquido, più il porridge resterà sul fuoco, diventando via via più elastico.
La ricetta base? Mettete avena e acqua in un pentolino sul fuoco a fiamma moderata, mescolando spesso, per 5-6 minuti, o fino a quando non avrete raggiunto la consistenza desiderata (i tempi dipendono molto dal rapporto tra avena e acqua). Qualcuno consiglia di tostare brevemente l'avena prima di aggiungere i liquidi, per conferire un sapore vagamente noccioloso al porridge, altri di cuocere il porridge a bagnomaria, per evitare che si attacchi sul fondo: un'ottima tecnica che però allunga il tempo di cottura. C’è anche l’opzione “a freddo” l’overnight oatmeal (il più gettonato dai food influencer!) che prevede il riposo notturno, in frigorifero, di una parte di avena e tre parti di liquido con l’aiuto di una piccola percentuale di semi di chia per migliorare la consistenza. Et voilà.
Ecco 3 ricette per fare un porridge perfetto, con le opportune varianti.




