Una ricerca britannica sconsiglia il latte bio in gravidanza


Motivo? Contiene meno iodio di quello convenzionale. “Questa ricerca è incompleta e trarne queste conclusioni è incredibilmente irresponsabile”. Questo il commento di Soil Association la principale associazione del movimento biologico in Gran Bretagna

Un articolo pubblicato dalla rivista Bimbi sani e belli  riferisce di una recente recente ricerca dell’ Universita’ di Reading, condotta da Ian Givens e pubblicata dalla rivista Food Chemistry nella quale si sostiene che nell’alimentazione in gravidanza, sia meglio “evitare sia il latte uht, cioè a lunga conservazione, sia quello biologico.
Perché? L’alimentazione in gravidanza dovrebbe prevedere latte “normale” perché in quello bio e nella varietà uht, il tasso di iodio sarebbe inferiore addirittura di un terzo rispetto al latte fresco non biologico.
L’apporto di iodio è così importante perché aiuta il regolare e sano sviluppo cerebrale del bambino, soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza. La carenza di iodio, colpevole di deficit di apprendimento e ritardi nello sviluppo cognitivo, sembrava essere un problema superato e appartenente al passato. Invece no”.

Ecco il commento della Soil Association, la principale associazione del biologico in Gran Bretagna:
"Questo è puro allarmismo. Le donne in gravidanza non dovrebbero smettere di bere latte biologico in seguito a questa ricerca, che ripete i risultati di uno studio pubblicato nel 2013. Come dice lo studio, si pensa che livelli di iodio più bassi nella dieta siano legati al basso consumo di latte in generale, piuttosto che al passaggio al latte biologico. E in ogni caso il Ministero della sanità non cita il latte nella lista degli alimenti buone fonti di iodio".
"Questa ricerca è incompleta e trarne queste conclusioni è incredibilmente irresponsabile. Lo studio non presenta la misurazione di livelli di iodio negli individui che hanno consumato latte biologico o del quoziente intellettivo dei bambini le cui madri hanno consumato latte biologico. Pertanto non ci sono prove per dimostrare che le madri che consumano latte biologico abbiano livelli di iodio inferiori. Il livello dello iodio dipende dalla dieta complessiva e dall'inclusione di altri alimenti ricchi di iodio, come il pesce, e dalla quantità di latte biologico consumato. Per dimostrarlo, la ricerca avrebbe dovuto fare un passo in più e analizzare i parametri delle persone. La gravidanza può essere un periodo di naturali preoccupazioni, e ricercatori dovrebbero essere assolutamente certi di qualsiasi informazione che diffondono.
 "I benefici ambientali e salutistici del latte biologico sono scientificamente provati e il latte biologico è prezioso come parte di una dieta equilibrata e sana. Studi dimostrano che il latte biologico intero e quello parzialmente scremato presentano contenuti maggiori dei preziosi omega-3, di vitamina E e beta-carotene rispetto al latte non biologico, e studi delle università di Glasgow e Liverpool hanno scoperto che nel Regno Unito il latte biologico ha livelli più elevati del 68% di acidi grassi essenziale rispetto al latte non biologico.
 "Una ricerca nei Paesi Bassi ha trovato che l'incidenza di eczema nei neonati nutriti con latte biologico e le cui madri hanno consumato latticini biologici è più bassa del 36% rispetto ai bambini che consumano prodotti lattiero-caseari convenzionali, e che nel latte delle donne che consumano latte biologico ci sono livelli più elevati del benefico acido linoleico coniugato.
"Ogni passaggio dal latte biologico a quello convenzionale rischia di perdere tutti questi notevoli benefici per la salute.
"La Soil Association è a conoscenza di livelli di iodio potenzialmente più bassi nel latte biologico (peraltro, va ripetuto che il latte non è uno degli alimenti consumati per lo iodio) e stiamo lavorando con gli agricoltori e gli scienziati per affrontare questo problema mantenendo tutti gli altri benefici che i consumatori giustamentesi aspettano.
"Ci sono variazioni di livelli di iodio nel latte che sono indipendenti dall'essere biologico o meno. Secondo The Dairy Council ci sono variazioni stagionali: in inverno il latte può contenere livelli leggermente più elevati di iodio rispetto al latte estivo. Sembra anche che i livelli di iodio cambino nettamente a seconda del contenuto di grassi del latte(British Journal of Nutrition)".

Ringraziamo Roberto Pinton per averci segnalato il documento della Soil Association. Pinton ha curato il volume Biologico, la parola alla scienza, che Assobio, l’Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici, ha pubblicato il mese scorso. Il libro contiene una selezione di oltre 70 ricerche pubblicate da una trentina delle più prestigiose riviste scientifiche

 

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