Esportare bio in Cina? Ecco come


Se ne è parlato in un workshop organizzato dal Ccpb cui hanno partecipato numerose aziende interessate a capire come si ottiene la certificazione e i permessi per l’export in Cina

“Il biologico italiano ha una grande vocazione internazionale, la Cina è uno di quei paesi dove può avere più successo”, così – riferisce Italia Fruit - ha dichiarato Fabrizio Piva, amministratore delegato Ccpb, commentando le opportunità per le aziende italiane del bio.
Di recente Ccpb ha organizzato a Bologna il workshop “Il mercato dei prodotti biologici in Cina”, che ha visto la partecipazione di numerose aziende interessate a capire come si ottiene la certificazione e i permessi per l’export in Cina.
Oggi infatti non esiste un accordo di equivalenza tra Unione europea e Cina sull’agricoltura biologica, perciò le aziende italiane ed europee devono essere necessariamente certificate anche secondo gli standard cinesi. Questi prevedono la certificazione di tutta la filiera secondo quattro possibili livelli: produzione, processo, marketing e sistema di gestione.
Ccpb è in contatto con Grit-Cert, organismo di certificazione riconosciuto dall'autorità pubblica Cinese, i cui rappresentanti hanno partecipato al workshop Ccpb per spiegare come ottenere il certificato di conformità bio con il quale è possibile vendere prodotti biologici sul mercato cinese.
Con 6 miliardi di euro di fatturato annuo, il mercato cinese è il quarto al mondo dopo Stati Uniti, Germania e Francia. L’Italia è il paese con il più alto numero di imprese esportatrici verso la Cina.
Le aziende interessate possono contattare Davide Pierleoni, responsabile Ufficio Commerciale, Marketing di Ccpb, dpierleoni@ccpb.it.

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