Fruttosio sotto accusa: causa ipertensione


Il fruttosio in forma libera è assai diffuso nella frutta, nel miele e negli ortaggi, in particolare nelle carote.  Se a queste fonti naturali di fruttosio, aggiungete il consumo di alimenti e bevande, nei quali è utilizzato come additivo,  è necessario riflettere come  sia facile, senza rendersi conto, esagerare nell’assunzione, rispetto alle quantità massime consigliate. Il fruttosio, come confermano nuovi studi e ricerche, in dosi eccessive, ha risvolti  poco salutari sull'organismo, come l'aumento dei valori pressori e di acido urico nel sangue... 

Non solo il sale, ma anche lo zucchero, e più precisamente il fruttosio, causa ipertensione. E' un'affermazione basata su dati e ricerche scientifiche fatta dalla professoressa Simonetta Genovesi, della Clinica Nefrologica dell'Università Milano-Bicocca (Ospedale San Gerardo di Monza), durante  l'incontro "Quando il cibo può far male ai bambini", promosso  dal Collegio Italiano dei Chirurghi, a Milano nell'ambito di Expo 2015. 

La  Genovesi ha citato studi e ricerche statunitensi pubblicati su "Hipertension" che approdano alla seguente conclusione: "nei bambini e negli adolescenti la presenza di ipertensione è associata a più alti livelli di acido urico". Dati che si confermano anche per quanto riguarda uno studio sui bambini italiani pubblicato, nel 2013, dalla stessa Genovesi, su "Pediatrics". Secondo la professoressa, la necessità di zucchero si può correlare a quella di sale. Infatti i bambini che bevono di più perché mangiano cibi molto salati sono gli stessi che preferiscono le bevande gassate e zuccherate all'acqua, queste ultime spesso addizionate con fruttosio. Un danno quindi alla salute non indifferente se si associano queste due sostanze, sale e zucchero, che provocano,  entrambe, l'aumento della pressione arteriosa.. 

Il fruttosio è un monosaccaride contenuto naturalmente nella frutta, nel miele e negli ortaggi, in particolar modo nelle carote, nei peperoni, nelle zucchine, nelle banane, nei fichi, nelle mele e nelle prugne, solo per citare i principali. A questo si aggiungono alimenti e bevande addizionati con fruttosio, come le bibite gassate e i prodotti industriali dolciari. 

L'intento di questo incontro, tenutosi nell'ambito di Expo 2015, intende mettere l'accento sull'importanza di di un consumo consapevole di sale e fruttosio, soprattutto nei bambini in fase di crescita per evitare i danni che derivano da un consumo in eccesso, in quanto fattori di insorgenza di  malattie cardiovascolari. 

Per non creare falsi allarmismi la professoressa Genovesi, ha tenuto a sottolineare che la quantità di fruttosio contenuta naturalmente nella frutta è assolutamente trascurabile, mentre rappresenta il 50% dello zucchero comune o saccarosio, il 60% degli sciroppi di fruttosio solitamente impiegati dall' industria alimentare e il 100% dei dolcificanti al fruttosio a dover essere attenzionati.

Ha affermato infatti che:"nel bambino e nell'adolescente gli alimenti con aggiunta di fruttosio costituiscono una delle principali fonti di acido urico", e altrettanti numerosi studi hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra i livelli di acido urico nel sangue e l'ipertensione. 

Con un consumo giornaliero di 74 grammi di fruttosio aumenta del 26%  il rischio di superare i  livelli medi di pressione arteriosa, e del 77 % dei livelli massimi

Va quindi sottolineato che le persone che consumano elevate quantità di fruttosio addizionato in cibi e bevande, sommato alle quantità di fruttosio naturale, anche se minimo, ingerito con il consumo di ortaggi,  hanno un maggior rischio di sviluppare ipertensione.

Secondo alcuni studio nel secolo scorso  il drastico aumento del consumo di fruttosio per dolcificare un’elevata varietà di cibi e bevande industriali, è andato di pari passo all’aumento dell’ipertensione nelle popolazioni occidentali.

Il fruttosio, grazie alla sua caratteristica di insulino-indipendenza possiede un basso indice glicemico. Per questo motivo, nel trattamento degli insulino-resistenti e dei diabetici spesso si tende a suggerire il consumo di fruttosio rispetto al saccarosio, al glucosio e ad altri dolcificanti, sottovalutando i risvolti che il fruttosio svolge sull'organismo, che vanno sempre più conclmandosi attraverso studi e ricerche scientifiche.

Il consumo gionaliero di fruttosio non dovrebbe superare il 10-12% delle calorie totali: quantità facilmente raggiungibili consumando un paio di porzioni di frutta,  un paio di porzioni di verdura e 3 lattine di bevande gassate. 

 

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