Il diabete di tipo 2 si tratterà anche con il digiuno periodico? Uno studio ne parla

Secondo quanto riportato da un articolo pubblicato su BMJ Case Reports il digiuno intermittente ben pianificato può trattare efficacemente il diabete di tipo 2, eliminando o riducendo il bisogno dei farmaci. Scopriamo come

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Breve premessa. Il diabete di tipo 2, che rappresenta oltre il 90% dei casi di diabete (l’altro è il diabete di tipo 1, su base autoimmune) è caratteristico dell'età adulta ed è spesso controllabile mantenendo  un peso corretto, seguendo una dieta sana e praticando esercizio fisico. Se lo stile di vita non basta, ci si aiuta con gli ipoglicemizzanti orali, mentre il trattamento insulinico diventa necessario nei casi più seri (ma anche quando non si segue uno stile di vita salutare) o dopo un certo numero di anni. I farmaci possono gestire i sintomi e aiutare a prevenire le complicazioni, ma non possono fermare la malattia. Insomma, tutto ciò per ricordare che questa forma di diabete è molto legato al modo di alimentarsi.

Un esperienza da condividere

È quella di alcuni medici di un ospedale di Toronto che, nonostante l'esiguo numero dei partecipanti, hanno ottenuto dei risultati talmente promettenti da volerli comunicare sul recente numero della rivista BMJ Case Reports.
L’articolo descrive i i risultati del digiuno intermittente programmato su tre uomini di età compresa tra i 40 e i 67 anni con diabete di tipo 2 ma anche con ipertensione e colesterolo alto. All’inizio dello studio, tutti, oltre ai farmaci orali per controllare la glicemia, assumevano unità giornaliere di insulina.
Per un periodo lungo circa 10 mesi due soggetti hanno digiunato a giorni alterni per ben 24 ore, mentre il terzo ha digiunato per tre giorni alla settimana. Nei giorni di digiuno sono stati autorizzati a bere bevande a bassissimo contenuto calorico, come tè, caffè, acqua o brodo e a consumare un pasto a basso contenuto calorico la sera.

I risultati sono incoraggianti

Tutti e tre gli uomini sono stati in grado di interrompere l'iniezione di insulina entro un mese dall'inizio del programma di digiuno. In un caso ci sono voluti solo cinque giorni.
Alla fine del periodo sono stati misurati la glicemia a digiuno, l’emoglobina glicata (che rivela se la glicemia nel tempo è costantemente sotto controllo oppure no), il peso e la circonferenza della vita. Due dei partecipanti hanno potutoi interrompere l'assunzione di tutti gli altri farmaci ipoglicemizzanti orali, mentre il terzo ha eliminato tre dei quattro farmaci che stava assumendo. Hanno tutti perso peso (dal 10 al 18%) oltre a migliorare gli altri parametri. Inoltre il feedback è stato positivo: i partecipanti sono riusciti a rispettare il loro programma alimentare senza troppe difficoltà. A questo proposito va però sottolineato che prima di intraprendere il loro regime di digiuno, hanno partecipato a un seminario di formazione nutrizionale che includeva informazioni su come si sviluppa il diabete, sul suo impatto sull’organismo e su come gestire il diabete attraverso la dieta, compreso il digiuno terapeutico.

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