A tavola con Tullio Solenghi
Sono vegetariano… grazie al mio cane

Foto di Daniele Romano

Tullio Solenghi, componente dell’indimenticabile trio con Massimo Lopez e Anna marchesini, ci racconta come è arrivato a essere vegetariano. Perché con la vita degli altri, anche degli animali, non si scherza…

Difficile far ridere. Difficilissimo. Osservare le cose da un’altra prospettiva, scovare la comicità nascosta della vita e renderla esplicita, spiazzando gli spettatori, con arguzia, con garbo. Ci riescono in pochissimi. È quindi con grande piacere che intervistiamo Tullio Solenghi, e non a caso. Da qualche anno, infatti, l’attore è vegetariano, sotto l’occhio attento di Laura, moglie e musa alimentare, cuoca vegana e crudista, che ha fatto questa scelta già moltissimi anni fa.

Un ricordo gastronomico legato al trio tanto amato

Agli inizi ci trovavamo a scrivere sul tavolo di cucina del minuscolo appartamento romano di Anna. Quando arrivava l’ora di pranzo, Massimo ed io le chiedevamo di interrompere. E lei, che era assolutamente disinteressata al cibo, chiedeva: perché? Ma perché siamo affamati come lupi! Così lei metteva a bollire delle patate e apriva delle scatolette di tonno. Molto più gratificante il ricordo delle torte di mele che ci preparava la mamma di Anna quando passavamo da Orvieto durante le tournée.

Tua moglie Laura è vegana e crudista, tu da qualche tempo sei vegetariano. Ci racconti i vostri percorsi?

Laura non ha mai amato la carne, fin da bambina, e il suo percorso è iniziato per una sorta di rifiuto innato che l’ha poi portata a scegliere di eliminare tutti i prodotti di origine animale anche per questioni etiche, ambientali e salutiste. Siamo felicemente sposati da quarant’anni e ho continuato per anni a essere onnivoro e in pace con lei. Poi, un giorno di sei anni fa, lei ha annunciato che in casa non sarebbe più entrata carne. Non è certo stato un fulmine a ciel sereno e ho accettato di buon grado, prima di tutto per amore e rispetto nei suoi confronti, continuando le mie “scappatelle” carnivore quando mangiavo fuori casa. Poi ho iniziato a ragionare sul problema etico, sul fatto che gli animali non sono cibo per l’uomo, sulla questione ambientale e naturalmente salutistica e piano piano sono diventato convinto vegetariano anch’io. Il mio colesterolo è tornato perfetto ed è un buon dato per capire che la strada è quella giusta. Prima o poi sarà comunque una scelta obbligata per tutti perché, con il moltiplicarsi della popolazione mondiale, non potremo continuare a coltivare i campi per dar da mangiare agli animali. Noi vegetariani siamo, insomma, solo un po’ in anticipo sui tempi.

In queste decisioni in genere c’è una scintilla. Quella che ha fatto scoccare la tua?

È forse stato il mio labrador Jocker che, muso muso con un maiale in un carro bestiame portato al macello, mi ha guardato facendomi capire quanto fosse ingiusto che lui fosse coccolato e riverito mentre l’altro destinato a essere mangiato, che ci siano animali di serie A e di serie B.

Nessun rimpianto dal punto di vista gastronomico?

Assolutamente no! Laura è bravissima e cucina manicaretti che nulla hanno da invidiare ai piatti carnivori. E gratificare il gusto è importantissimo, perché il cibo deve essere innanzitutto una gioia.

Vegani e vegetariani intransigenti verso gli onnivori. Cosa ne pensi?

Certo non condivido atteggiamenti di intolleranza, da qualunque parte vengano. E io forse ho idealizzato i vegetariani, pensando che chi rispetta gli animali debba lo stesso rispetto agli esseri umani, mentre abbiamo tutti le nostre debolezze. Però i media giocano molto sul mettere in risalto l’intransigenza di chi non mangia carne, sorvolando invece su quella dei carnivori. Io poi non sono certo un talebano, ma come si fa a portare il figlio a cavalcare il pony che adora e poi ordinare una bistecca di cavallo? Oggi, inoltre, la carne arriva tutta bella impacchettata e non si pensa al piccolo particolare che ha comportato un’uccisione. Uno può decidere ciò che vuole, ma essendo informato e cosciente della sua scelta!

Come fate la spesa?

Ci riforniamo soprattutto nei negozi biologici che, anche se sono più cari di quelli convenzionali, fanno risparmiare in salute, offrono più garanzie sulle condizioni di lavoro degli agricoltori e inducono anche a comprare il necessario senza sprecare. Ma la spesa che mi piace di più da tutti i punti di vista è quella dal nostro contadino del lago di Bracciano, Pompeo, dove trascorriamo l’estate. È un grande alleato e guida del nostro modo di nutrirci, perché ci offre prodotti freschi, di stagione, di buona qualità.

Chi cucina e qual è il tuo piatto preferito?

Laura naturalmente, io ai fornelli sono una catastrofe, anche perché appunto lei è bravissima. Il mio piatto preferito è la sua maionese di lupini.

Le vostre figlie che tipo di alimentazione seguono?

Sono cresciute con una dieta onnivora, coscienti che la madre fosse vegetariana, ma poi, quando Laura e io abbiamo reso più esplicita la nostra scelta vegana e vegetariana, si sono avvicinate anche loro a questa dieta. Il mio nipotino di tre anni non ha mai mangiato carne ed è sano come un pesce. L’idea che il cibo sia un elemento importante per la salute e una gioia per il palato e anche un momento di condivisione è sempre stato presente nella nostra famiglia. Ci tenevo tantissimo a pranzare tutti insieme appena gli impegni di lavoro me lo consentivano.

L’ironia è una caratteristica solo del tuo lavoro o è uno sguardo che rivolgi anche alla tua vita?

Credo di essere geneticamente ironico e di aver sempre coltivato l’ironia con grande rispetto, perché per me è fondamentale nella vita e la considero anche un mezzo per vedere le cose con distacco e da un altro punto di vista. È anche un segno di salute mentale, un meraviglioso antidoto alla serietà e all’ortodossia foriera, alle volte, di devianze mentali e fisiche.

Un buon proposito alimentare

Mangiare un po’ meno. Sono ancora un po’ troppo vorace. Non bevo, non fumo ma il cibo mi piace molto. E forse mi incamminerò sulla strada del veganesimo!

 

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