Eventi solidali
Il ristorante diventa un luogo solidale contro la fame

ristoranti contro la fame
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Non sarebbe bello se andare al ristorante e gratificarsi con un’ottima cena potesse coincidere con un gesto di solidarietà per aiutare, nel proprio piccolo, a combattere la fame nel mondo? Ebbene, si tratta di una possibilità concreta grazie alla settima edizione di “Ristoranti contro la Fame”, che si terrà dal 16 ottobre al 31 dicembre 2021. Pronti a gustare il piatto della solidarietà?

Alta cucina e alto valore sociale tra i fornelli per trasformare i ristoranti in luoghi solidali contro la fame. Ecco ciò che sta dietro l’iniziativa promossa dall’Organizzazione umanitaria Azione contro la Fame che si chiama “Ristoranti contro la Fame”, di cui Cucina Naturale è media partner.

Lo slogan parla chiaro, “Siamo tutti sulla stessa…tavola”: è infatti una sinergia di volontà e gesti concreti da parte di uomini e donne la chiave di ogni successo, beneficienza in primis. Con questa consapevolezza è stata aperta la campagna adesioni 2021, lanciata durante un evento al Teatro Arcimboldi di Milano nell’ambito del Fuorisalone. Noi eravamo presenti e vi assicuriamo che l’entusiasmo da parte degli chef e dei player coinvolti è stato contagioso, così come la voglia di essere parte attiva contro una lotta sempre più difficile da combattere. «Nessuno – ha affermato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame - può pensare di risolvere da solo il problema della fame. Bisogna mobilitare e coinvolgere quanti più soggetti possibile per intervenire in aiuto non solo dei più poveri nel Sud del mondo, ma anche in Italia».

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La fame nel mondo, ma anche in Italia

Secondo il rapporto The State of Food Security and Nutrition pubblicato dalla FAO, ci sono 811 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo, una piaga che il Covid ha contribuito ad accelerare, anche se il trend negativo è antecedente al 2019. «Da 6 anni la fame nel mondo è in crescita, ma erano 20 anni che si stava riducendo, anche grazie alle azioni di solidarietà che solo con l’unione di più persone si possono mettere in campo con efficacia. Nel 2020, anno dell’emergenza sanitaria, circa 120 milioni di persone in più hanno affrontato la fame rispetto al 2019». Le parole del direttore Garroni sottolineano che il problema della malnutrizione non riguarda solo il sud del mondo, ma anche l’Italia, dove sta sempre più crescendo la quota di persone che vivono sotto la soglia di povertà. «Soltanto a Milano - ha spiegato Daniele Maio, Corporate fundraiser di Azione contro la Fame - ci sono circa 21.000 minori che non hanno cibo a sufficienza e 1 bambino su 10 non aveva accesso ad una dieta bilanciata e nutriente già prima del periodo Covid».

La campagna di solidarietà

L’idea di trasformare un luogo dove il cibo è protagonista in un luogo di solidarietà proprio contro la fame, aiutando chi non può permettersi di nutrirsi a sufficienza e in modo sano ed equilibrato, è un’intuizione vincente. Lo dimostrano anche i numeri: in questi anni la campagna ha trovato ospitalità in oltre 700 attività della ristorazione italiana e ha raggiunto complessivamente oltre 500.000 persone.

«Si tratta di uno schema efficace che funge da moltiplicatore di solidarietà. Il nostro obiettivo - ha aggiunto Daniele Maio - è far parte di un movimento in cui i ristoratori ci aiutano a raggiungere i loro clienti attraverso piatti solidali».

Come funziona? Dal 16 ottobre (tra l’altro Giornata mondiale dell’Alimentazione) al 31 dicembre 2021, all’interno dei ristoranti che aderiranno all’iniziativa, i clienti potranno donare due euro con l’acquisto di un “piatto solidale” e 50 centesimi scegliendo una “pizza solidale” o una bottiglia d’acqua grazie al partner Valverde.

«I Ristoranti contro la Fame – ha spiegato Simone Garroni - anche quest’anno non si sono tirati indietro e sono ancora pronti a lavorare al nostro fianco per dare cibo a chi non ce l’ha. Gli italiani, oggi, hanno un motivo in più per pranzare o cenare al ristorante o in pizzeria: la solidarietà. Recarsi in uno dei locali aderenti diventa un’opportunità per dare cibo ed alimenti terapeutici ai bambini malnutriti».

I progetti

«La campagna Ristoranti contro la Fame – ha dettagliato Licia Casamassima, Head Partnership e Programmi di Azione contro la Fame - sosterrà diversi interventi internazionali, tra cui nel Sahel, nel Libano e India. Quest’ultima è la seconda nazione al mondo per numero di contagi Covid, con una situazione già pesantemente emergenziale di base: il 35% del totale di bambini nel mondo che soffrono la fame vivono in India, e 300mila in più sono stati contati soltanto lo scorso anno». Qui, Azione contro la Fame darà seguito alla realizzazione degli “orti giardino”, pensati per liberare i più vulnerabili dall’insicurezza alimentare, proiettandoli verso l’autosufficienza. In Sahel, invece, l’organizzazione sosterrà un progetto tecnologico che combina le immagini satellitari e i dati raccolti dai pastori per monitorare la siccità e guidare gli allevatori verso pascoli migliori, mentre in Libano l’Organizzazione si occuperà del sostentamento delle comunità di rifugiati con l’obiettivo di migliorare le loro condizioni socioeconomiche con l’accesso ai beni di prima necessità.

Ma da quest’anno il progetto interessa anche interventi in Italia, con una formula che vuol andare oltre all’aiuto materiale, istruendo le persone bisognose secondo un modello di programma che in Spagna ha avuto molto successo. L’iniziativa prevede sessioni di educazione alimentare, un percorso di formazione di gruppo per superare le debolezze personali, innalzare l’autostima e lavorare per un reinserimento efficace nel mondo del lavoro. «Il progetto “Dall’emergenza all’autonomia” – ha approfondito Licia Casamassima - consiste in un’attività pilota che mira a contrastare l’insicurezza alimentare nel nostro Paese. L’intervento, nella sua prima fase, coinvolgerà 50 famiglie vulnerabili della periferia di Milano, per un totale di 250 persone già nel 2022».

La voce degli chef

Dalle parole degli chef intervenuti all’evento, che hanno deciso di aderire alla campagna di Azione contro la Fame, emerge il senso più virtuoso del potere imprenditoriale che sfocia in senso civico in grado di fare la differenza.

«Sono un uomo fortunato, avevo un sogno e l’ho perseguito cucinando, facendo quindi quello che volevo. Sono anche un imprenditore oltre che uno chef: rapportandomi con il mondo non può che nascermi il senso di solidarietà per chi non ha così tanto. E oltre a raccogliere fondi con il piatto solidale, mi piace l’idea di fare di più e organizzare cene con raccolta fondi per donare di più e in tempi più brevi».

Claudio Sadler, Chef Ristorante Sadler

«I ristoranti hanno un ruolo importantissimo nel nostro Paese, dove muovono il 5% del Pil totale, il 10% calcolando anche l’indotto. I dati rivelano che in Italia ogni anno buttiamo nella spazzatura oltre 4 tonnellate di cibo perfettamente edibile. Noi ristoratori abbiamo tante mission, tra cui la responsabilità sociale di educare le persone a non sprecare e a mangiare in modo consapevole».

Cesare Battisti, chef Ratanà, Milano

«Partecipare anche in minima parte a progetti che possano contribuire ad aiutare le persone in situazioni molto difficili fa parte del concetto di restituzione. Il mondo della ristorazione può sostenere cause vitali per la nostra civiltà. Tra queste c’è anche la questione afgana che mi sta particolarmente a cuore».

Cristina Bowerman, chef Glass Hostaria, Roma

«Non c’è ancora una grande cultura e non molti ristoratori e clienti sanno che è possibile fare solidarietà attraverso le associazioni. Bisogna diffondere il più possibile la conoscenza di Azione contro la Fame: io lo farò attraverso la National Pizza Accademy. È davvero bello che una pizza si possa trasformare in un gesto di solidarietà».

Vincenzo Florio, maestro pizzaiolo

«Fare solidarietà andando oltre il proprio mercato è una carica di energia positiva per tutti. I nostri cuochi fanno parte di una filiera umana dove fa la differenza il valore delle persone. Ristoranti contro la Fame è un progetto da sposare da Nord a Sud insieme, uniti più che mai».

Sonia Re, direttore generale Associazione Professionale Cuochi Italiani

Elenco ristoranti contro la fame: clicca QUI

Elenco pizzerie contro la fame: clicca QUI

 

 

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Il ristorante diventa un luogo solidale contro la fame - Ultima modifica: 2021-09-14T09:26:01+02:00 da Sabina Tavolieri
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