Le marce in più del bio


Un articolo pubblicato sul sito del CCPB prende in esame la letteratura scientifica più recente sul confronto fra le qualità nutrizionali degli alimenti biologici e di quelli convenzionali

La comunità scientifica s’interroga ormai da tempo sulla effettiva influenza degli alimenti biologici sulla salute umana. Certo, la semplice assenza di residui chimici dovuti all’utilizzo di fitofarmaci, antibiotici, ormoni e quant’altro basta a rendere i cibi biologici nettamente più salubri, rispetto a quelli convenzionali, ma cosa succede invece alla qualità dei nutrienti contenuti nei prodotti ottenuti con metodo biologico? Da questo interrogativo prende le mosse un articolo pubblicato sul sito del CCPB. Le variazioni nella produzione di macro e micro nutrienti dei prodotti agricoli dipendono dalla diversità genetica, luogo, cambiamenti temporali e ambiente esterno, nel quale possiamo includere le pratiche agricole. Molti studiosi, infatti, ritengono che la variazione dovuta a cause ambientali è tanto determinante quanto quella dovuta a cause genetiche.

Dopo avere preso in esame diverse ricerche realizzate fra il 2002 e il 2014, l’articolo arriva alla conclusione che la ricerca scientifica ci dice che il consumo di alimenti ottenuti con metodo biologico apporta dei benefici alla salute, anche se le effettive ragioni di questo risultato non sono ancora ben chiare e molto dev’essere ancora investigato. Presumibilmente, l’effetto sinergico della maggiore qualità del prodotto, della maggiore produzione di alcuni nutrienti e dell’assenza di residui di origine chimica rende possibile tale effetto (Johansson E. et al. Int. J. Environ. Res. Public Health 2014, 11, 3870-3893).

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