Pubblicato un documento tecnico sulla produzione biologica in serra


E’ l’ultimo elaborato dal Gruppo di Esperti incaricati di fornire supporto tecnico consultivo alla Commissione europea

La funzione del Gruppo di Esperti è di fornire, alla Commissione, una consulenza tecnica su qualunque problema relativo all’area della produzione biologica. In particolare deve assistere la Commissione nella valutazione dei prodotti, delle sostanze e delle tecniche che possono essere utilizzate nella produzione biologica, migliorando le normative esistenti e sviluppando nuove normative di produzione.
Nel caso specifico – si legge nel sito del CRA-Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura - la produzione biologica in serra è stata oggetto negli ultimi anni di un dibattito molto acceso in quanto l’assenza di un complesso di regole condivise ha determinato lo sviluppo nei singoli Paesi Membri di pratiche usate e consentite a livello nazionale. Le più importanti differenze si riferiscono all’uso dell’energia e dei substrati colturali. Ciò ha provocato, di volta in volta, lamentele di competizione scorretta, da parte di ciascuno degli Stati Membri.
Le principali conclusioni a cui è giunto il Gruppo di Esperti sono riconducibili ai seguenti punti:
- la produzione biologica in serra deve rispettare i principi e le normative della produzione biologica, specificati nel Reg. (EC) 834/2007 e (EC) 889/2008;
- vista la natura specialistica della produzione, alcune normative specifiche di produzione sono necessarie per assicurare un uso responsabile dell’energia, dell’acqua, del suolo e della sostanza organica;
- l’eccessiva intensificazione colturale della produzione biologica in serra minaccia la sua sostenibilità ed è oggetto di preoccupazione da parte del Gruppo di Esperti;
- la produzione biologica in serra deve essere realizzata su suolo. Si concede una deroga, con molte restrizioni (per esempio, impossibilità di aumento delle superfici attualmente utilizzate), solo ai Paesi Nordici (Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca);
- si raccomanda, nonostante le difficoltà tecniche e logistiche, la rotazione delle colture e l’introduzione di colture da sovescio a ciclo breve e di leguminose;
- si raccomanda, per la gestione della fertilità del suolo, un bilancio semplificato (input-output) dei nutrienti sulla base delle rese attese;
il riscaldamento delle serre è consentito senza limitazioni per assicurare la protezione dal gelo (5°C). Il riscaldamento per il raggiungimento di temperature maggiori è concesso se adeguatamente giustificato in funzione della coltura;
- c’è grande preoccupazione per la diffusa tendenza di bruciare combustibili fossili in estate allo scopo principale di ottenere anidride carbonica da utilizzare per la concimazione carbonica. Conseguentemente, si afferma che l’utilizzo di combustibile fossile per la sola funzione di aumento della concentrazione di anidride carbonica delle serre non dovrebbe essere permesso.

Scarica qui il rapporto in inglese

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