Legge sul Bio: “Gravissima soppressione articolo 18 su divieto OGM”


Lo denuncia l’Aiab in un comunicato stampa nel quale si legge tra l’altro: “La cosa inaccettabile è che si ‘liberalizza’ la contaminazione accidentale che, per le produzioni in pieno campo, apre pericolosamente la porta a future liberalizzazioni della coltivazione di OGM che il nostro paese ha respinto grazie alla mobilitazione di associazioni e cittadini”

La Camera ha approvato il testo unificato della legge sul biologico sul quale AIAB – si legge in un comunicato stampa - aveva già espresso perplessità rispetto ad alcuni articoli e soprattutto al fatto che tutte le azioni continuano a pescare sui fondi oggi dedicati con grande fatica alla ricerca per l’agricoltura biologica che già subiscono notevoli decurtazioni.
Il testo licenziato, su proposta dell’On. Golinelli, non contiene più l’articolo 18 che non solo rimarcava il divieto assoluto di utilizzo di OGM ma affermava anche che non poteva essere commercializzato come biologico il prodotto contaminato da OGM, anche se accidentalmente.
“E’ un fatto che riteniamo gravissimo e che inficia anche ciò che di positivo c’è nella proposta di legge, rendendo così impossibile il sostegno di chi lavora per il buon biologico italiano”, dichiara Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB.
Il divieto d’uso di OGM in tutte le fasi di produzione, trasformazione e preparazione dei prodotti è sancito dal regolamento europeo.
“La cosa inaccettabile è che si ‘liberalizza’ la contaminazione accidentale che, per le produzioni in pieno campo, apre pericolosamente la porta a future liberalizzazioni della coltivazione di OGM che il nostro paese ha respinto grazie alla mobilitazione di associazioni e cittadini”.
Insomma, invece di lavorare per evitare ogni tipo di contaminazione e qualificare il prodotto italiano, si sceglie la strada più semplice, quella dell’omertà.
I consumatori scelgono il biologico perché hanno paura dei pesticidi e vogliono evitare contaminazioni di qualsiasi tipo.  Si parla di etichettatura trasparente e rintracciabilità e poi si tiene nascosto al consumatore che nel prodotto c’è anche quello che lui, comprando biologico, sta cercando di evitare.
AIAB invita i parlamentari che riesamineranno la norma a reinserire l’articolo 18 sanando un passaggio che vorremmo poter leggere solo come errore e non come deprecabile strategia.
Nel frattempo AIAB continua a promuovere il suo marchio “garanzia AIAB” per dare ai consumatori la certezza di un prodotto italiano e al 100% libero da OGM.

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