Le oche e i pipistrelli che aiutano gli agricoltori biologici


In Umbria, sono le oche dell’azienda vitivinicola Di Filippo, a Montefalco (PG), che pascolando, diserbano fra le vigne. In Piemonte, invece, i pipistrelli sono protagonisti di un progetto in corso nelle risaie novaresi per rafforzare la protezione di questi mammiferi volanti, ma anche utilizzarli per analizzare il tipo di insetti presenti nel territorio

Oche libere di scorrazzare tra i filari – informa Quotidiano Net - per tagliare i trattamenti chimici in vigna e i costi del gasolio. È la scelta agronomica dell’azienda vitivinicola Di Filippo che, a Montefalco (PG), aiuta a contenere i costi d’impresa e permette di offrire al consumo calici di vino sostenibile. «Sono circa 400 le oche – raccontano Roberto Di Filippo e la sorella Emma, viticoltori con metodo dell’agricoltura Biologica e della filosofia Biodinamica – che ‘pascolano’ dalle 6 del mattino e tornano da sole alle 19, svolgendo involontariamente un lavoro molto importante: si nutrono dell’erba infestante, eliminando la necessità di tagliarla con attrezzi meccanici o diserbanti chimici».

L’utilizzo delle oche fa risparmiare 100 litri di carburante ad ettaro per trattori e falciatrici e, grazie al passo lieve di questi animali, non compatta il terreno e non ne riduce la fertilità, come farebbe invece il passaggio di una pesante falciatrice. Il principio è quello dell’Agroforestry, sistema che prevede la convivenza di coltivazioni verdi, semine e pascoli sullo stesso terreno per un’agricoltura virtuosa che si autosostiene: sarà illustrato venerdì 14 settembre in un convegno, a cura dell’Università di Perugia, nell’ambito di Enologica Montefalco.

Si chiama, invece, ‘’YES!BAT’’ – riferisce una nota dell’Ansa - il progetto per la salvaguardia dei pipistrelli e il loro impiego in agricoltura biologica. Sviluppato dalla biologa Laura Garzoli, il progetto è ospitato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi di Pallanza di Verbania.

Servirà a tutelare i pipistrelli che in Italia sono specie protetta, ma anche a promuovere una produzione sostenibile nelle risaie e fornire un servizio di chirosorveglianza, ovvero un'analisi dei tipi di insetti presenti sul territorio.

Il progetto prevede 60 bat-box, rifugi artificiali realizzati per ospitare pipistrelli, posizionati nelle risaie novaresi per consentire ai pipistrelli di nutrirsi degli insetti presenti. Grazie alla presenza di questi mammiferi sarà così possibile sostenere una produzione di riso con un minor uso di pesticidi.

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