La carne bovina bio entra da McDonald


L’azienda Fattorie San Lorenzo, di Pegognaga, in Provincia di Mantova, certificata biologica da 25 anni, è stata scelta dalla multinazionale della ristorazione per fornire per tre anni 250 bovini l’anno

Ilaria Bussolotti, imprenditrice dell’azienda Fattorie San Lorenzo di Pegognaga, in Provincia di Mantova, è entrata a far parte – si legge sulla Gazzetta di Mantova
- del gruppo di venti giovani operatori del settore agricolo selezionati dal leader della ristorazione McDonald’s Italia per la fornitura di prodotti alimentari di qualità. Alla base della novità, di rilevanti conseguenze economiche, c’è il progetto Fattore Futuro, bandito dal marchio del fast food internazionale e riservato a imprenditori agricoli con età inferiore ai 40 anni.
Al bando, pubblicato nella primavera scorsa con il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole, hanno partecipato 130 aziende agricole italiane. «L’iter del progetto, che aveva l’obiettivo di individuare aziende agricole in grado di fornire prodotti per la filiera Mc Donald’s prevedeva la presentazione della realtà produttiva dell’azienda – racconta Ilaria Bussolotti –. Qualche settimana fa l’azienda ha ricevuto la comunicazione di essere stata selezionata e lo scorso 9 ottobre ho partecipato all’Expo di Milano alla presentazione di Fattore Futuro, alla presenza dell’amministratore delegato della multinazionale che confeziona 750mila pasti al giorno e dei rappresentanti di Confagricoltura, Cia e Coldiretti».
Ma quali sono stati i fattori vincenti dell’azienda di Pegognaga? «La nostra catena produttiva che da 25 anni è certificata biologica – spiega Emilio Bussolotti, il padre di Ilaria - parte dalla coltivazione dei foraggi nei terreni di Reggiolo, Novellara e Gonzaga per un totale di 115 ettari. L’allevamento di bovini si trova a Brugneto di Reggiolo, mentre la lavorazione delle carni avviene a Suzzara. I capi allevati sono attualmente trecento con un ciclo di sei mesi, in futuro arriveranno a cinquecento per ciclo al fine di poter soddisfare la richiesta McDonald’s di 250 capi annuali».
Che cosa vuol dire produrre carne biologica? «Si deve partire da animali che nascono e vivono allo stato brado e che siano svezzati col latte materno – aggiunge Emilio – compriamo i vitelli a dieci mesi di vita in un’azienda zootecnica nel Nuorese, in Sardegna. I vitelli sono frutto di un incrocio fra la vacca bruna sarda con tori da carne, arrivano quindi nelle nostre stalle attrezzate secondo il disciplinare del biologico (spazi ampi di stabulazione, possibilità di movimento per crescere senza stress e in ottima salute) e senza bisogno di farmaci. L’alimentazione è a base di fieno, erbaio e cereali, adatta ad un animale ruminante che ha bisogno di più fibra che di concentrati per far funzionare al meglio i due stomaci. Nell’allevamento di animali di tipo biologico non si usa la chimica, né fertilizzanti e diserbanti nei terreni coltivati».
Il rapporto di filiera fra l’azienda agricola e la multinazionale dei fast food avrà una durata minima di tre anni, mentre il contratto si pone nell’ottica di una maggiore sensibilità verso le tematiche del rispetto dell’ambiente e dell’agricoltura sostenibile.
«Fattore Futuro è un progetto di qualità - dice convinta Ilaria – siamo molto orgogliosi per il riconoscimento ottenuto. I nostri prodotti non sono di nicchia ma destinati a tutti i consumatori che apprezzano la filiera corta e l’agricoltura biologica. Con l’inizio del 2015 abbiamo aperto uno spaccio aziendale in via Valletta 32 a Suzzara, per dare la possibilità anche ai privati e alle famiglie di poter gustare le nostre carni bovine».

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