L’agricoltura italiana concorre alla riduzione della CO2


A dirlo sono il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti  e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina a partire dal fatto che il settore primario in Italia ha delle performance importanti con il 35% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla media europea

 

Nell'anno di Expo e in vista della decisiva 'Cop 21' di Parigi sul contrasto ai cambiamenti climatici, l'Italia punta sul contributo dell'agricoltura per la riduzione dei gas serra. Ne da notizia un comunicato del ministero dell’Ambiente.  Per decisione del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e del ministro delle politiche Agricole Maurizio Martina la gestione delle terre agricole, dei prati e dei pascoli vengono inserite tra le attività che concorrono alla riduzione delle emissioni nel cosiddetto secondo periodo di impegno del Protocollo di Kyoto (2013-2020).

"La nostra agricoltura, apprezzata nel mondo per la sua eccellenza e la sua sostenibilità - osserva il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - diventa in questo modo un importante asset italiano nel negoziato globale. Ci stiamo avvicinando alla Conferenza di Parigi, appuntamento cruciale per il futuro del Pianeta, con tutte le carte in regola per essere protagonisti di un'intesa che dovrà essere equa, ambiziosa e vincolante".

"L'agricoltura italiana - ha dichiarato il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina - sarà protagonista della lotta al cambiamento climatico e alla riduzione delle emissioni di carbonio. Già oggi il nostro settore primario ha delle performance importanti: abbiamo il 35% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla media europea. Nei prossimi anni continueremo a investire per un modello agricolo sempre più sostenibile, destinando oltre 3 miliardi di euro di risorse nazionali e europee per interventi mirati a questo obiettivo".

Per il primo impegno del protocollo di Kyoto (2008-2012) l'Italia aveva già scelto di contabilizzare tra le attività di riduzione di gas serra la gestione forestale, consentendo alle foreste nel complesso di contribuire agli assorbimenti delle emissioni per oltre 15 milioni di tonnellate di anidride carbonica l'anno. Dall'inserimento delle terre agricole gestite, prati e pascoli nel periodo 2013-2030 arriverebbe un ulteriore assorbimento netto tra 3,25 e 5 milioni di tonnellate di anidride carbonica l'anno, in base a stime per la sezione agricola del Registro dei Serbatoi di Carbonio agro forestali, sotto il coordinamento tecnico di ISMEA ente collegato al Mipaaf.

L'accordo tra i ministeri prevede anche la costituzione di un tavolo tecnico con esperti delle due amministrazioni per affrontare e definire le questioni legate ai crediti di carbonio e al mercato volontario, anche con l'intento di concordare linee guida nazionali per il settore agricolo-forestale.

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