In Germania McDonald’s sperimenta il bio


Arriva il “McB”, l’hamburger biologico con carne proveniente da allevamenti di Austria e Germania. Ma solo per qualche settimana

Continua il percorso di McDonald’s – si legge in un articolo comparso su “Il fatto alimentare” - per riconquistare le fasce di mercato più esigenti (e sempre più numerose) dei consumatori attenti alla salute, all’ambiente e al benessere degli animali. L’azienda ha annunciato che dal primo ottobre al 18 novembre offrirà ai clienti tedeschi hamburger biologici (il McB), fatti esclusivamente con carne proveniente da allevamenti biologici di Austria e Germania.
Anche in Germania, come in altri paesi industrializzati, c’è una diffusa tendenza al ribasso verso i consumi di carne (soprattutto bovina). Nonostante i tedeschi amino moltissimo le carni rosse, negli ultimi anni sono diventati  più scrupolosi nelle scelte e mostrano di prediligere prodotti con materie prime di animali cresciuti all’aperto, non trattati preventivamente con farmaci e altre sostanze chimiche. Questo aspetto, accanto alla crescente concorrenza di altre catene come Chipotle Mexican Grill, che da anni propone solo carni di animali allevati senza antibiotici e promotori della crescita, ha inferto un duro colpo ai bilanci del colosso americano. Di qui il cambiamento di direzione, anche se per ora il progetto è ancora sperimentale, molto limitato nel tempo (secondo quanto riferisce la Reuters, i portavoce dell’azienda si sono rifiutati di dire che cosa succederà dopo questa fase che si concluderà il 18 novembre) e dai costi sconosciuti (sia per la produzione sia al dettaglio).
L’iniziativa si inserisce nel solco dei tanti gesti che McDonald’s sta compiendo negli ultimi mesi, come la decisione di usare solo uova provenienti da galline non allevate in gabbia entro il 2025, di usare solo carne di pollo non contente antibiotici entro due anni, e di usare in Gran Bretagna, solo patate locali.
Tuttavia restano i dubbi che accompagnano spesso le iniziative di McDonald’s e, in generale, delle catene di fast food. È giusto chiedersi se siamo di fronte a operazioni di facciata, volte a ricostruire un’immagine  sempre meno vincente, oppure a svolte sostanziali di marketing. Perché limitare a un periodo di tempo così breve l’offerta di hamburger biologici e, soprattutto,  perché non dire nulla su eventuali estensioni dell’iniziativa anche ad altri paesi europei o extraeuropei?

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