Il futuro del Bio secondo IFOAM


L’organizzazione mondiale dei movimenti per l’agricoltura biologica lancia la discussione sulla nuova fase denoninata Organic 3.0 di cui indica sei caratteristiche chiave

L’organizzazione dei movimenti mondiali per l’agricoltura biologica lancia la discussione sulla una nuova fase denoninata Organic 3.0 di cui indica sei caratteristiche chiave

Si chiama Organic 3.0 for truly sustainable farming and consumption  il documento per la discussione http://www.ifoam.bio/sites/default/files/organic_3.0_discussion_paper.pdf
con cui IFOAM propone il lancio a livello mondiale di una nuova fase del movimento biologico. In occasione dell'Esposizione Biologica Internazionale tenutasi a Goesan, in Corea del Sud lo scorso ottobre, – ricorda un articolo nel sito dell’Aiab http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3304:il-futuro-del-bio-secondo-ifoam&catid=255:biogricolturanotizie23dicembre2015&Itemid=163
- IFOAM ha esposto la necessità per il biologico di un rilancio. Come d’altronde aveva già fatto in un convegno di tre giorni durante l’Expo 2015
Nel corso di quest'ultimo secolo, l'intero movimento che lotta a favore dello sviluppo di sistemi alimentari sostenibili ha goduto di un enorme successo e di una crescita importante passando da una prima fase più idealistica che ha interessato l'agricoltura bio all'inizio del XX secolo (definita Organic 1.0) ad un'altra di elaborazione e applicazione del regolamento sul biologico a partire dal 1970 fino ad oggi (Organic 2.0): 82 paesi hanno implementato un complesso di leggi che regolamentano i vari sistemi alimentari.
Il valore del mercato globale dei prodotti biologici corrisponde a circa 72 miliardi di dollari, secondo una stima del 2013.
Nonostante questi risultati, per l'agricoltura biologica attualmente viene impiegata meno dell'1% della terra e costituisce circa l'1% della produzione alimentare mondiale. L'agricoltura biologica ha bisogno di vivere un nuovo periodo (definito da IFOAM Organic 3.0) che dovrebbe affrontare e risolvere le questioni ancora aperte. A tal proposito, il rapporto definisce sei caratteristiche chiave su cui bisognerebbe intervenire in maniera pragmatica:

1. diffusione della cultura dell'innovazione
2. miglioramento continuo delle pratiche agricole
3. garanzia di trasparenza e integrità
4. maggiore sostenibilità
5. emancipazione olistica dal produttore al consumatore finale
6. sviluppo di prezzi equi e del valore autentico.

L'obiettivo finale di questa fase Organic 3.0 è quello di spingere l'agricoltura biologica fuori dal suo ruolo attuale "di nicchia" orientandola verso l' accettazione delle pratiche biologiche, a livello di ogni tassello della catena di fornitura. IFOAM propone una partecipazione globale allo sforzo che mira ad "affermare il biologico come un sistema moderno, innovativo che pone i risultati raggiunti dell'agricoltura [bio] in primo piano".
Il rapporto insiste soprattutto su alcuni punti, quali il problema della "vera sostenibilità", le nuove tecnologie di allevamento, il ruolo importante dei piccoli contadini non certificati e l'attuazione di pratiche in grado di non impattare negativamente sull'ambiente. Il biologico deve essere molto di più della "semplice etichetta biologica di certificazione apposta sul sacchetto di carote [comprato al supermercato]".
Le idee presentate nella relazione IFOAM, destinate a "ispirare e alimentare il dibattito sul futuro dell'agricoltura biologica", saranno riviste, modificate e trasformate in vere e proposte dall'assemblea di rappresentanti dell'intero movimento bio entro la fine del 2016.

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