Firmato il protocollo d’intesa per il biodistretto nel territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore


Un progetto che riunisce i 15 Comuni della Docg, università e produttori nella costituzione di un'associazione volontaria, - con Conegliano come capofila - impegnata nella creazione di una rete collaborativa, tesa a promuovere il modello del biologico

Venerdì 12 aprile, all'auditorium "Dina Orsi" di Paré di Conegliano è stato firmato il protocollo d'intesa del comitato promotore del biodistretto nel territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore: un progetto che riunisce i 15 Comuni della Docg, università e produttori nella costituzione di un'associazione volontaria, - con Conegliano come capofila - impegnata nella creazione di una rete collaborativa, tesa a promuovere il modello del biologico. Ne riferisce il notiziario on line dell’Alta Marca Trevigiana.

Tutto ciò è stato possibile dopo la conduzione di alcune indagini qualche mese fa, utili per stabilire la possibilità di creazione del biodistretto e far emergere la necessità di avere una percentuale di territorio coltivato al biologico superiore al 4 percento. Un numero ancora non raggiunto, considerato che nella Regione Veneto questo tipo di coltura raggiunge solamente il 2,3 per cento, mentre nel territorio del Conegliano-Valdobbiadene si arriva al 3,69 percento di ettari per la vite e il al 3,52 percento per la coltura in generale.

"Questo protocollo d'intesa è frutto degli incontri con gli amministratori dei 15 Comuni della Docg - ha spiegato il vicesindaco di Conegliano Claudio Toppan - e la costituzione del Comitato promotore non ha soltanto l'obiettivo di ricevere contributi, ma soprattutto quello di mettere in evidenza le realtà che coltivano il biologico, aiutando chi nutre delle perplessità in merito. Si tratta dell'ennesimo lavoro di territorio e di una sinergia che riusciamo a incrementare. Abbiamo un territorio sano che lo sarà ulteriormente".

Nei mesi scorsi, lo stesso Toppan aveva chiarito come questa iniziativa non dovesse essere vista come un obbligo verso la coltura biologica, bensì si tratterebbe di un'opportunità per avere maggiori informazioni su pratiche e azioni. Verranno raccolti dei dati sul rapporto tra agricoltura "tradizionale" e coltura biologica nel territorio locale, un'analisi necessaria all'avvio di tutta una serie di iniziative e all'accesso ai contributi necessari per la realizzazione di progetti.

"Il biodistretto non è nato dai produttori - ha chiarito Fiorello Terzariol, proponente dell'iniziativa e consulente per il Comune di Conegliano - ma dai Comuni, riunitisi per vedere di raggiungere l'obiettivo. Tuttavia, non sarà considerata solamente la coltura biologica della vite, bensì tutte le tipologie di colture biologiche. L'iter è durato un paio d'anni ma, del resto, queste sono le tempistiche".

Il protocollo, sottoscritto da sindaci e rappresentanti dei 15 Comuni, verrà ora registrato. Successivamente saranno fissate le date utili per la costituzione dei tavoli permanenti. "I mercati stanno cercando una sostenibilità certificata", è stato da più parti ribadito nel corso dell'incontro, in merito a una tipologia di coltura ormai "divenuta essenziale per poter vendere". "Come Consorzio è una coltura che sosteniamo - ha sottolineato Innocente Nardi, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore - e il consumatore richiede ormai come requisito essenziale quello dell'ecosostenibilità".

Un aspetto divenuto di fondamentale importanza anche nell'istruzione scolastica, con la formazione di operatori del settore specializzati proprio nel cosiddetto "mondo del sostenibile", stando a quanto dichiarato dal preside della Scuola enologica Mariagrazia Morgan. Non si tratterebbe del primo caso di biodistretto, essendocene ben tre nelle aree del Veneziano, dei Colli Euganei e dell'Altopiano di Asiago.

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