Dall’agricoltura il 30% dei gas serra, la soluzione è il biologico


È la tesi sostenuta dal fisico Fritjof Capra nel suo ultimo libro, edito in Italia da Aboca

L'agricoltura è allo stesso tempo una causa dei cambiamenti climatici e una delle prime vittime, ma il circolo vizioso può essere spezzato con un maggiore ricorso alle pratiche sostenibili e biologiche. È la tesi del fisico e teorico dei sistemi austriaco Fritjof Capra, che le ha esposte nel libro 'Agricoltura e cambiamenti climatici', edito da Aboca, che è stato presentato qualche giorno fa alla Camera dei Deputati, secondo quanto si può leggere in una nota dell’ANSA.

Il settore alimentare, sottolinea Capra nel libro, è responsabile nel complesso di un terzo delle emissioni di gas serra e del 30% del 'consumo energetico finale' in tutto il mondo. "Il problema è la convinzione che in un sistema finito come la Terra ci possa essere una crescita infinita - sottolinea Capra -. Bisogna passare a una crescita sostenibile. Non credo sia possibile avere una crescita zero o una decrescita, la crescita è un elemento fondamentale della vita. Ma nella natura la crescita non è lineare e non è limitata. Mentre alcuni componenti crescono altri decadono, liberando risorse per una nuova crescita. Questo tipo di crescita è ben nota ai biologici, io la chiamo crescita qualitativa, in contrasto con quella attuale che è quantitativa".

L'agricoltura biologica, ha affermato Capra, ha rese anche migliori di quella tradizionale, e l'agroecologia potrebbe sequestrare quasi il 40% delle emissioni di CO2 attuali. "Nel libro dimostriamo che nei tempi normali la resa è la stessa - afferma Capra - mentre in condizioni estreme, quando non c'è acqua o non c'è pioggia, le differenze aumentano a favore del biologico. Non solo questa agricoltura non provoca i cambiamenti, ma contribuisce alla soluzione. Per poter sfamare nove miliardi di persone nel 2050 dobbiamo passare a questa agricoltura, che è più efficiente".

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