Come va il mondo biologico?


Come sta il biologico italiano? E negli altri Paesi d'Europa? Ecco tutti i numeri, presentati alla fiera BioFach

biofachIl Biofach è la più grande fiera al mondo tutta dedicata al biologico, che si svolge ogni anno a Norimberga, in Germania. Cibo, cosmesi e abbigliamento, tutto e solo certificato biologico. La bellezza di 2500 espositori arrivati da ogni angolo del globo, circa 44.000 visitatori da 130 Paesi, e c’eravamo anche noi di Cucina naturale.
Tra tutto il materiale che abbiamo raccolto, ecco un Rapporto sul mercato che fotografa la Domanda dei consumatori di prodotti biologici,  in continua crescita .

Come già in passato, nell'intero globo sempre più clienti scelgono prodotti biologici: indipendentemente dal fatto che si tratti di alimenti, cosmesi o abbigliamento

Nel 2010 nelle borse della spesa della clientela dell'intero globo hanno trovato posto prodotti bio per un valore di 59 mld di US$, riferisce Amarjit Sahota, amministratore della società londinese di consulenza aziendale Organic Monitor. L'America del Nord continua a essere il maggiore mercato singolo davanti all'Europa. Nel 2010 il settore ecologico statunitense ha registrato un plus dell'8% rispetto alla crescita dell'1% segnalata dal mercato alimentare convenzionale (OTA, Organic Industry Survey 2011, USA). Stando ai dati qui riportati, il fatturato bio ha raggiunto i 28,6 mld di US$ (21,6 mld di EUR). Nel comparto non food il ranking vede in testa gli integratori alimentari con un plus del 7%, ovvero 681 mio di US$. Le fibre biologiche (cotone e lino) hanno realizzato un fatturato di 605 mio di US$ (+ 16%), i prodotti per la cura del corpo 490 mio di US$ (+7%).

Superficie bio in Europa si avvicina ai 10 mio ha (milioni di ettari)

"Nel continente europeo la superficie biologica è ulteriormente aumentata in modo consistente anche nel 2010 e sta ora per raggiungere i 10 mio ha: sono stati coltivati secondo criteri biologici 9,7 mio ha, vale a dire il 2% dell'intera superficie agricola", spiega Helga Willer dell'Istituto di ricerche per l'agricoltura biologica FiBL, Svizzera.
L'esperta ritiene che il trend continui a essere positivo. Nell'UE, considerata come unità politica, sono stati coltivati biologicamente poco meno di 9 mio ha, ovvero il 5% della superficie agricola. Rispetto al 2009 la superficie bio è cresciuta di mezzo milione di ettari. Campione d'Europa con la superficie bio più estesa è attualmente la Spagna con 1,5 mio ha, seguita da Italia (1,1 mio ha), Germania (0,99 mio ha) e Francia (0,85 mio ha). I maggiori incrementi di superficie in assoluto si registrano in Francia (170.000 ha) e in Spagna (125.000 ha), continua Willer.

Boom del bio in Italia

In nessun altro paese dell'Europa esiste un numero maggiore di aziende biologiche quanto in Italia: nel 2010 si contavano 47.663 agricoltori, trasformatori e commercianti. Attualmente la superficie bio occupa 1.1 mio ha (SINAB-Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica, Italia). Per tradizione il mercato italiano degli alimenti ecologici è fortemente influenzato dai negozi biologici indipendenti che, nel 2010, hanno registrato una crescita da 700 a 800 mio di EUR (+ 14%). Parimenti aumentato è anche il fatturato dei prodotti bio nella distribuzione convenzionale, per la precisione da 450 a 500 mio di EUR (+11%). In Italia i negozi bio più importanti appartengono al gruppo EcorNaturasì, la catena maggiore che conta 88 supermercati bio, due ristoranti e una macelleria. Nel 2010 il loro fatturato è salito di quasi il 20%, raggiungendo i 112 mio di EUR. Sui comparti alimentazione fuori casa e altri canali di commercializzazione, come ad es. la vendita diretta dall'azienda agricola e i mercati settimanali, sono ricaduti rispettivamente 250 mio di EUR. Sul mercato interno sono stati venduti prodotti biologici per 1,8 mld di EUR, mentre le esportazioni hanno realizzato un ulteriore miliardo di EUR. Con ciò nel 2010 il settore biologico italiano è cresciuto complessivamente di 300 mio di EUR (12%).

Germania: sviluppi positivi nel commercio specializzato

Si stima che, nel 2010, in Germania il fatturato totale realizzato con i prodotti biologici sia rimasto stabile rispetto all'anno precedente: con 5,9 mld di EUR si è attestato nuovamente poco al di sotto dei 6 mld EUR (GfK, Nielsen, Biovista). Le attuali cifre per il primo semestre 2011 danno adito a soddisfazione nel commercio specializzato. Infatti, esso è riuscito a incrementare dell'8% il fatturato di alimenti bio, questo il risultato di una prova a campione effettuata dalla società tedesca di consulenza comunicativa Klaus Braun su oltre il 10% dei negozi e dei supermercati biologici. Da alcuni anni in Germania aumenta continuamente anche la superficie dedicata all'agricoltura ecologica, ciò con tassi di crescita di circa il 5% (2010: 4,6%). A oggi si coltiva secondo criteri biologici il 6% della superficie totale. Sul piano politico gli attori del settore intendono continuare a forzare l'agricoltura ecologica al fine di raggiungere una quota del 20% nel 2020. Alla fine del 2010 in Germania risultavano coltivati biologicamente 990.702 ha, nel 2011 essi potrebbero già toccare il milione.

Francia: dinamico mercato in crescita

La Francia occupa il secondo posto nel ranking europeo dei mercati bio più forti per fatturato. Il paese registra notevoli tassi di crescita. Nel 2010 il fatturato bio ammontava a 3,4 mld di EUR, la quota detenuta sull'intero mercato alimentare francese era del 2%. Una delle ragioni principali di questo boom è la proposta convincente di vari supermercati bio di nuova apertura. In tal contesto fungono da motore trainante del mercato soprattutto i filialisti biologici regionali, il dettaglio e i network nazionali Biocoop e Biomonde. Nella ristorazione collettiva (mense scolastiche e aziendali) l'impiego di prodotti bio è triplicato tra il 2008 e il 2010.
Nello stesso periodo, in Francia, il numero di aziende agricole biologiche è aumentato del 55%, raggiungendo le 20.604 unità. Attualmente è coltivato ecologicamente il 3% delle superfici a uso agricolo.

Belgio: plus del 20% nel mercato interno

Nel 2010 il Belgio ha registrato un plus di 7.300  ha di superficie bio, arrivando ora complessivamente a 48.700 ha. Nello stesso anno, stando ai dati forniti dall'Associazione biologica belga Bioforum, il mercato bio locale è cresciuto di uno spettacolare 20%, portandosi ora a 421 mio di EUR. Le spese sostenute per l'acquisto di alimenti prodotti ecologicamente ammontavano a 38 EUR pro capite annui, come hanno rilevato le indagini svolte dalla GfK. Infatti, ci sono sempre più clienti nuovi che si appassionano al biologico, spendono mediamente di più a ogni acquisto e vanno a fare la spesa più spesso. Tuttavia, come accade anche in molti altri paesi, il 78% del fatturato bio è da ricondursi a una quota relativamente bassa di clienti fedeli, i cosiddetti heavy user.

Scandinavia: nord dell'Europa dà forte apporto allo sviluppo bio

Nel 2010 in Svezia il fatturato del settore bio, convertito in euro, è salito da 793 mio di EUR a 897 mio di EUR, vale a dire un plus del 13%. La quota detenuta dal biologico sull'intero mercato alimentare ammontava al 3,1% (Ekoweb, Svezia). Il segmento della ristorazione collettiva ha registrato una crescita del 35%, nel caso degli alberghi e dei ristoranti si è avuto un plus del 13%. Per quanto riguarda il dettaglio hanno avuto incrementi vertiginosi specialmente i negozi provvisti di concessione statale della Systembolaget con il loro assortimento di bevande alcoliche: qui il numero di articoli bio è aumentato da 120 a 199, l'incremento di fatturato è stato del 41%. In Finlandia, con un fatturato di 80 mio di EUR, nel 2010 il bio ha raggiunto una quota di mercato del 2% (Nielsen, Finlandia). Per il 2011 si conta su un grosso salto di fatturato a 110 mio di euro, come spiega Erkki Pöytäniemi dell'organizzazione esportatrice Organic Finnland. Il leader di mercato dei paesi nordici in ambito bio è la Danimarca: la quota sul mercato alimentare nazionale (7%) è qui più di tre volte maggiore di quella della Finnlandia e due volte tanto quella della Svezia. Dopo una forte crescita a due cifre dal 2006 al 2008, nel 2009 e 2010 in Danimarca il tasso di incremento è stato rispettivamente del 6 e del 4%, come riporta l'associazione danese Organic Denmark. Nel 2010 il commercio al dettaglio ha realizzato con il bio un fatturato di 684 mio di EUR. A ciò si aggiungono altri 174 mio di EUR per vendite alla ristorazione, tramite servizi a domicilio, spacci aziendali e distributori di carburante. Per il 2011 gli esperti prevedono una crescita del settore bio pari al 6-10%.

Gran Bretagna: domanda di bio in calo per ragioni economiche

Nel 2010 la Gran Bretagna ha registrato un fatturato bio di due mld di EUR.
Ciò rappresenta un minus del 5,9% rispetto all'anno precedente (Organic Market Report dell'Associazione coltivatori britannica Soil Association). Le ragioni del calo della domanda sono: un'offerta ridotta di prodotti biologici negli scaffali dei supermercati e l'insicurezza della popolazione a causa della situazione economica del paese. In Gran Bretagna i fatturati bio dipendono strettamente, per tradizione, dalla distribuzione convenzionale. È qui, infatti, che si vende il 72% dei prodotti in qualità ecologica. Il classico negozio biologico che, in tempi di crisi, riesce talvolta a mobilizzare meglio la ropria clientela fedele, non è molto diffuso in Gran Bretagna. Inoltre nell'isola sono praticamente inesistenti i supermercati biologici, i motori dello sviluppo in Germania, Francia e Italia. Nonostante ciò l'associazione britannica Soil Association osserva segnali di un'evoluzione positiva: nel 2011 i fatturati realizzati con la carne di manzo biologica, gli alimenti per bambini e i prodotti tessili ecologici sono nettamente aumentati. In Gran Bretagna la superficie coltivata a bio è calata dello 0,6% e, alla fine del 2010, occupava poco meno di 740.000 ha, il che corrisponde pur sempre al 4,2% della superficie agricola coltivabile.

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