Il biologico non è una priorità del nuovo ministro dell’Agricoltura


A dirlo è Vincenzo Vizioli presidente dell’Aiab federale in un commento alle linee programmatiche presentate da Centinaio. Una ragione di più per ribadire l’urgenza di una delega specifica per il settore biologico per non aggiungere ulteriore ritardo nell’affrontare i molti problemi all’ordine del giorno

Per AIAB – si legge in una nota - sono deludenti in molti passaggi le linee programmatiche illustrate dal neo ministro Centinaio alle commissioni Agricoltura di Camera e Senato. Molti i punti che suscitano la preoccupazione dell’Associazione per l’Agricoltura Biologica, tra questi i riferimenti alla legge sul caporalato, l’apertura agli OGM, la mancanza di ogni riferimento al settore del biologico e al suo ormai conclamato valore, sia in termini economici sia in termini ambientali. ”Non una parola è stata spesa – dice Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB – su come mettere a valore questa risorsa che oltre ad avere grandi potenzialità di mercato porta un indiscusso e scientificamente provato contributo al contrasto ai cambiamenti climatici, un tema che sarà il cuore della nuova PAC.  Anche sulla Ricerca si parla solo di agricoltura di precisione e non di sblocco delle risorse per il biologico, inspiegabilmente ferme da due anni.
Sembra – dice Vizioli – che al Ministro non siano stati consegnati i numerosi dossier sul biologico e che non sia a conoscenza del dibattito in corso al Parlamento europeo sul nuovo Regolamento sul bio, che necessita di una presenza italiana chiara e molto determinata”.
Considerato che il settore biologico non sembra essere una delle priorità del nuovo Ministro, che ha aggiunto ai suoi compiti anche l’impegno sul Turismo, AIAB ribadisce l’urgenza e la necessità di una delega specifica per il settore biologico, affinché non si aggiunga ulteriore ritardo ai tanti temi in discussione.
Tra i primi punti presentati da AIAB agli uffici del Ministero: la messa in pratica delle linee guida sulla ricerca partecipata per il bio, la definizione di modi e tempi per un Piano Sementiero Nazionale per l’agricoltura biologica, un intervento sul decreto controlli, il chiarimento delle incongruenze del Registro sui mezzi tecnici autorizzati, l’apertura di un ragionamento sul biologico del futuro. “Vorremmo discutere di tutto questo con un rappresentante del Governo che ne abbia la delega”, conclude Vizioli.

 

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