“Approvare il ddl sull’agricoltura biologica anche in Senato prima del termine della legislatura”

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E’ questo l’appello di FederBio, AssoBio e Confagricoltura di fronte alla mancata calendarizzazione in aula al Senato, entro la fine della legislatura, della discussione del ddl sull’agricoltura biologica già approvato dalla Camera e dalla Commissione Agricoltura di Palazzo Madama

“Siamo consapevoli – si legge in un comunicato stampa di Federbio - delle difficoltà legate al grande numero di provvedimenti in attesa del voto dell’Aula e dei tempi molto stretti della legislatura corrente, tuttavia riteniamo che la Legge Nazionale sul settore biologico debba rientrare nelle priorità di voto per motivi che attengono l’interesse del Paese”, fa sapere il presidente della federazione interprofessionale del settore FederBio, Paolo Carnemolla per il quale “la sola riforma del sistema di certificazione, affidata con delega al Governo ma ancora in itinere, non può essere considerata sufficiente se nel contempo non si interviene anche su tutti gli aspetti toccati dal provvedimento già approvato a larghissima maggioranza alla Camera e in Commissione al Senato. Fallire anche in questa legislatura questa opportunità di supporto e organizzazione per uno dei settori più dinamici e promettenti per la crescita dell’Italia significherebbe indurre sfiducia nelle Istituzioni, un messaggio assai grave e pericoloso, proprio perché del tutto incomprensibile, visto che manca solo un voto in Aula per chiudere un percorso partecipato e lungo”.

“Sollecitiamo quindi le forze politiche responsabili presenti in Senato a chiedere l’inserimento del disegno di legge nel calendario dei lavori dell'Assemblea: si tratta di uno strumento per sviluppare la sostenibilità di cui il sistema agroalimentare del Paese ha assoluto bisogno”, aggiunge Zanoni presidente di AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici (cui aderiscono le maggiori aziende italiane con un fatturato di oltre un miliardo di euro l'anno) che non nasconde il disappunto dell’Associazione. “La mancata approvazione entro l’imminente fine della legislatura di un testo - continua infatti Zanoni - che è pacificamente condiviso da tutte le forze parlamentari rinvierà sine die gli investimenti nella ricerca, la valorizzarizzazione delle produzioni dei nostri territori e il benefico impatto dello sviluppo dell’agricoltura sostenibile sul nostro ambiente, ormai pesantemente inquinato da un’agricoltura intensiva che non può più costituire il modello di produzione e di consumo".

Confagricoltura a sua volta – secondo quanto riportato da un articolo su “Agricoltura”  - fa appello ai senatori affinché sia calendarizzata al più presto la discussione in aula sul disegno di legge sull’agricoltura biologica. «Gli agricoltori biologici italiani hanno bisogno che la legge sull’agricoltura biologica venga approvata entro la fine della legislatura – ha evidenziato Paolo Parisini, presidente della Federazione nazionale di prodotto agricoltura biologica di Confagricoltura – Non si può disperdere il prezioso lavoro portato avanti dal Parlamento a favore di un settore che necessita di regole innovative per assicurare, da una parte un ulteriore sviluppo e dall’altra parte garantire sempre più il consumatore». Il testo normativo già approvato dalla Camera e dalla Commissione Agricoltura del Senato mette a disposizione degli operatori nuovi strumenti che permetteranno al settore di migliorare la propria organizzazione e di assumere un ruolo importante nella filiera a fianco della trasformazione e distribuzione. «Senza indicazioni specifiche sulle modalità di costituzione dell’organizzazione interprofessionale, sulle nuove regole per le organizzazioni dei produttori e sui biodistretti, il settore, composto per il 90% da aziende agricole, rischia – ad avviso di Confagricoltura – di non fare quel salto di qualità necessario per confrontarsi con le grandi multinazionali della trasformazione e della distribuzione». Ha concluso Confagricoltura: «L’approvazione definitiva della legge permetterebbe di riportare il buon umore nel settore dopo l’inopportuna approvazione del nuovo regolamento europeo sull’agricoltura biologica che, anche con l’approvazione dell’Italia, rischia di causare danni ingenti alla nostra agricoltura».

 

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