Agricoltura di precisione, avviato tavolo tecnico per un piano nazionale


Lo ha annunciato il ministro Maurizio Martina, partecipando in Expo all'iniziativa di Finmeccanica sull'utilizzo della tecnologia, dei satelliti e dei droni in agricoltura

L'annuncio del ministro Martina a Expo: "L'Italia diventi leader in Europa per l'utilizzo di queste tecnologie". Il presidente di Confai, Leonardo Bolis: "Coinvolgere anche gli agromeccanici"
E' stato avviato un tavolo tecnico di lavoro al Mipaaf per la redazione del primo Piano nazionale per lo sviluppo dell'agricoltura di precisione, valorizzando le risorse della Rete rurale nazionale, come previsto nell’ambito del secondo pilastro della Pac. Lo ha annunciato il ministro Maurizio Martina – si legge in un comunicato stampa del Mipaaf -, partecipando in Expo all'iniziativa di Finmeccanica sull'utilizzo della tecnologia, dei satelliti e dei droni in agricoltura.
(“L'agricoltura di precisione è - secondo la definizione riportata da Wikipedia - una strategia gestionale dell'agricoltura che si avvale di moderne strumentazioni ed è mirata all'esecuzione di interventi agronomici tenendo conto delle effettive esigenze colturali e delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo”. NDR)
"Unendo le professionalità di enti e istituzioni pubbliche, a cominciare dal Crea – ha dichiarato Martina – con le migliori esperienze private di settore, è possibile arrivare entro fine anno alla redazione di una vera e propria strategia d'investimento italiana sulla frontiera dell'agricoltura di precisione a tutto vantaggio delle peculiarità del nostro modello agricolo. Sono convinto che l'Italia possa diventare leader in Europa nell'utilizzo di tecnologie e innovazioni in grado di rendere più efficienti le pratiche agricole, puntando sulla sostenibilità ambientale e aumentando la competitività delle nostre imprese”.
“Lavorando con le Regioni sfrutteremo al meglio le opportunità che abbiamo – ha proseguito Martina – con la nuova programmazione dei fondi europei per investire nella sperimentazione e nello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative con i partenariati europei per l’innovazione, che vedranno protagonisti enti di ricerca, università e imprese. Allo stesso tempo grazie ai Programmi di sviluppo rurale fino al 2020 avremo più di 1 miliardo di euro da dedicare agli investimenti innovativi delle imprese, con un contributo che va da un minimo del 40% a un massimo del 50%. Per incentivare ulteriormente l’ammodernamento delle aziende agricole abbiamo promosso la stipula di convenzioni tra Regioni, Organismi pagatori e Abi per concedere prestiti agevolati fino al 100% delle spese che rientrano in questi programmi”.
Leonardo Bolis, presidente di Confai, plaude all’iniziativa del Mipaaf e commenta: “Si tratta di un passo che Confai ritiene di estrema importanza per la crescita della competitività dell’agricoltura. Ci aspettiamo che il ministro mantenga le promesse e coinvolga al tavolo tecnico anche gli agromeccanici, gli unici finora che hanno adottato sistemi di precision farming in grado di razionalizzare il modello agricolo con minori costi energetici, ambientali ed economici. Ha detto bene Martina: le risorse ci sono, oltre un miliardo di euro fino al 2020. Riteniamo che un percorso di innovazione e introduzione di nuove tecnologie non possa prescindere dagli imprenditori agromeccanici e siamo certi che la volontà del Mipaaf e di numerose Regioni di predisporre misure specifiche per i contoterzisti all’interno dei Psr troverà concreta attuazione”.
Il coordinatore nazionale di Confai, Sandro Cappellini, rileva comunque un’incongruenza fra i progetti di alcune Regioni italiane e dello stesso ministero delle Politiche agricole, favorevoli all’apertura dei Psr alle imprese di meccanizzazione agricola e l’atteggiamento di chiusura della Commissione europea nei confronti degli agromeccanici. “Confidiamo che il ministro Martina con un’azione politica forte riesca a sbloccare l’impasse in cui di fatto ci siamo venuti a trovare”, conclude Cappellini.

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