Polpette o pasta fresca

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Arriverà a breve la mia ricetta salata con protagonista il cacao, intanto deciderò e sceglierò tra una versione di polpette e una di pasta fresca, vediamo chi mi convince poi di più!

Sarei voluto arrivare prima a presentarvi almeno una ricetta salata con il cacao, tema che abbiamo affrontato nell’ultimo e seguito post, ma in questi giorni sono in continuo viaggio per lavoro e quindi non sono riuscito a fare molto se non preparare sulla carta le ricette.

Quindi a breve ne arriva almeno una, la prima ipotesi ha come elemento centrale la pasta fresca perché in questo contesto gli esempi di un certo tipo di cucina regionale non mancano a cominciare dai gnocchi al cacao e continuare con tagliatelle e sorelle.

In alternativa mi piace la sfida di utilizzare il cacao anche nelle polpette che sono credo uno dei ricordi più forti di ognuno nell’infanzia quando più o meno tutti abbiamo avuto una mamma o una nonna che sapeva fare polpette come nessuno mai!

Le polpette sono un piatto dal fascino gustativo e organolettico irresistibile e allo stesso tempo sono quasi sempre di una semplicità disarmante.

Come ho scritto in un vecchissimo intervento sul blog sono galassie e pianeti fatti da legumi, cereali, verdure, pesce, carne, pane vecchio, avanzi di cibi cucinati, erbe di campo e frutti di stagione, parti di scarto (scarto apparente come spesso capita) e a volte nobili alimenti che per un perché non spiegabili finiscono in polpette.

Dove il cuore che si insegue è un legante cioè una sostanza che possa tenere insieme e “legare” elementi disparati compattandoli a sufficienza per la cottura successiva (che però a volte può anche non esserci).

Spesso è l’uovo per il semplice motivo che un tempo in un contesto di vita contadina e povera l’uovo era una sorta di ingrediente miracoloso che risolveva mille problemi e lavorandolo bene poteva rendere come nessun altro ingredienti.

E poi era li, si andava nella gabbia/casa delle galline e immediatamente si trovava, portava a casa e consumava fresco fresco.

I leganti però possono essere molti altri, banalmente l’unione di un liquido con una farina forma una sorta di colla anche queste spesso usata.

Più o meno lo stesso effetto degli amidi contenuti in molti cibi, su tutti la patata che ridotta in purea è un legante molto efficace, ma anche altri ortaggi e diversi tipi di legumi.

Certo poi il tocco gustativo è dato dalla complicità maliziosa della frittura, compagna non esclusiva ma frequentemente in simbiosi, che trasforma le polpette in muse tentatrici irresistibili.

Non è solo questo però, nelle polpette si nasconde una forza complessiva della preparazione in se frutto di una intensità che lascia sempre stupefatti.

Sarà la forma, quasi sempre tonda e perfetta per essere lanciata in bocca in un solo veloce gesto, sarà la pastosità e la facilità di consumo, quel richiedere un minimo sforzo di masticazione, la non necessità di coltelli e posate.

Come anche quell’usare spesso le mani come da bimbi, la tentazione sublime di rubare la polpetta bollente appena tolta dalla padella, scappare furtivamente, scottarsi magari la bocca per poi sentire urla, rimproveri e minacce di chi ai fornelli le deve fare le polpette!

Tante cose insomma, un mondo a se stante fatto di polpette e derivazioni varie, ma anche di tante storie affascinanti che stanno dietro a ogni versione di questo piatto popolare.

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