Vita in campagna
Biancospino per rilassarsi


Infusi di fiori per calmare lo stress e conciliare il sonno, ma anche frutti da gustare in marmellate, liquori o conserve e riscoprire così antichi sapori

Il biancospino è un arbusto che viene utilizzato da tanto tempo in campagna. In una gestione organica e sinergica delle coltivazioni, veniva spesso piantato ai margini dei campi, per tante diverse ragioni: con la sua chioma intricata e spinosa offriva una barriera naturale dal vento e da alcuni animali selvatici indesiderati, ed era un luogo ideale per la nidificazione di molte specie di uccelli insettivori, predatori naturali di parassiti delle coltivazioni. Era spesso associato al prugnolo, pianta piuttosto simile da cui il biancospino può essere distinto facilmente per la presenza di fiori contemporaneamente alle foglie (nel prugnolo i fiori spuntano sui rami ancora nudi). In aprile la fioritura è davvero generosa, per la soddisfazione degli impollinatori che visitano numerosissimi i grappoli bianchi e profumati, così come abbondanti sono i frutti autunnali, che pendono copiosi dai rami tingendo la pianta di rosso scuro. Si raccolgono a partire da ottobre e si possono utilizzare per preparare marmellate, liquori e altre conserve, oppure mangiare direttamente dalla pianta durante una passeggiata: la polpa morbida e farinosa è color arancio, dolce, e al suo interno si possono trovare uno o più semi, a seconda della varietà. Gli utilizzi officinali riguardano i fiori e le foglie che hanno una comprovata azione benefica sul cuore, soprattutto sul ritmo cardiaco, ma anche sulla circolazione coronarica e, di riflesso, sulla stabilizzazione della pressione arteriosa. Un infuso a base di fiori è un ottimo sedativo, in particolare, ma non solo, quando preoccupazioni o agitazione nervosa si riflettono sul cuore provocando tachicardia. I flavonoidi contenuti nella pianta, in particolare nei fiori, sono utili per proteggere il collagene. Il biancospino trova quindi impiego anche a livello cosmetico, grazie alla sua ricchezza di antiossidanti.

Biancospino in cucina

Bacche di biancospino sciroppate

Raccogliete mezzo chilo di bacche di biancospino mature. Eliminate il picciolo e scottatele in acqua bollente per 2 minuti, poi passatele sotto l’acqua fredda e tuffatele in acqua acidulata con succo di limone. Preparate uno sciroppo mescolando 300 ml di acqua con 150 grammi di zucchero di canna: portate a bollore e lasciate cuocere per 10 minuti, lasciando poi intiepidire. Sistemate le bacche scolate in uno o più vasi di vetro, lasciando 2-3 cm di spazio prima del bordo, copritele con lo sciroppo e chiudete ermeticamente i vasi. Sterilizzate la preparazione avvolgendo i vasi con tovaglioli di stoffa e mettendoli in una pentola, copriteli d’acqua fredda, poi portateli a bollore. Lasciate sul fuoco per 30 minuti. Conservate i vasi in un luogo buio e fresco; una volta aperti vanno tenuti in frigorifero e le bacche consumate entro 15 giorni.

Biancospino per la salute

Tisana calmante al biancospino

Un infuso di solo biancospino è già molto utile per calmare il battito accelerato del cuore e rilassare il sistema nervoso, vi basterà un cucchiaio di fiori secchi per tazza d’acqua. Se unito ad altre piante sinergiche l’azione sarà ancora più completa. Potete, ad esempio, preparare una tisana mescolando insieme 45 grammi di fiori di biancospino con 25 grammi di fiori di passiflora, anch’essa attiva sul cuore, unite anche 20 grammi di fiori di tiglio, rilassanti e digestivi, e 10 grammi di scorza d’arancia essiccata, per armonizzare il sapore. Le piante dovranno essere tutte in taglio tisana: mescolatele e conservatele in un sacchetto di carta o in un vaso di vetro. Usatene un cucchiaio colmo per tazza, da tenere in infusione per 10 minuti prima di filtrare. Ottima prima di addormentarsi, è utile in generale per tutte le situazioni in cui il ritmo del cuore è alterato.

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