Menopausa: conoscerla meglio per affrontarla meglio (prima parte)

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Ricevo sul blog tante domande sull’alimentazione da seguire nel periodo della menopausa, utile per contrastare e prevenire i possibili problemi collegati come osteoporosi, disturbi cardiovascolari nonché il molto temuto aumento di peso. Per rispondere a tutte, ecco un post un po’ più lungo del solito e perciò diviso in due parti.

La sua etimologia deriva dal greco ed è chiara: men, mese e pausis, cessazione. È la menopausa, un fenomeno naturale che influisce profondamente sulla psiche e sul corpo femminile e che non sempre è facile da affrontare. Si tratta, infatti, di un processo ormonale dai tempi lunghi, che generalmente insorge tra i 48 e i 55 anni e può essere preceduto da un periodo di irregolarità mestruale, chiamato premenopausa, caratterizzato dai tipici sintomi della sindrome premestruale. Come è noto con la menopausa cessa la produzione da parte delle ovaie di ormoni come il progesterone e gli estrogeni; oltre alla conseguente scomparsa delle mestruazioni vengono però a mancare gli effetti protettivi che questi ormoni hanno esercitato sulla salute della donna durante tutto il periodo fertile.

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Quando mancano gli estrogeni

Tali effetti riguardano principalmente l’apparato cardiovascolare – le donne dopo i 50 corrono gli stessi rischi dei loro partner di ammalarsi di cuore – e quello scheletrico.  A proposito di quest’ultimo ricordiamo che gli estrogeni favoriscono la fissazione di calcio nell’osso e mancando quest’azione l’osso si indebolisce andando più facilmente incontro all’osteoporosi. Non del tutto correttamente, si tende però a pensare che l’osteoporosi sia un destino comune per tutte le donne dopo i 50 anni, confondendo la fisiologica perdita di massa ossea che inizia tra i 40 e i 50 anni e l’osteoporosi che è un condizione patologica. Il rischio di sviluppare l’osteoporosi è il risultato della combinazione di tre fattori: il picco di massa ossea raggiunto intorno ai 30 anni; la velocità con cui procede la perdita di massa ossea nell’età adulta; la durata di questa perdita che ovviamente dipende dalla longevità dell’individuo e che nelle donne è tanto più severa quanto più precoce è la menopausa. Questo non significa che tutte le donne in menopausa debbano andare incontro a osteoporosi, ma si traduce soltanto in un aumento del rischio di manifestare i sintomi della malattia in un’età compresa di solito fra 51 e 75 anni. La cosiddetta osteoporosi postmenopausale è in genere responsabile delle fratture da schiacciamento vertebrale e delle fratture del polso. Infine non tutte le donne sono esposte allo stesso livello di rischio, ma vi sono altri fattori che vi influiscono, come la razza: le donne orientali, ad esempio, sono più esposte di quelle di colore.

Arrivarci col giusto peso

Riguardo al cuore, l’ipoestrogenismo fa cessare l’effetto protettivo ormonale nei confronti della salute dell’apparato cardiovascolare. E la diminuzione degli ormoni femminili a favore di quelli maschili avvicina la donna all’uomo: la disposizione del grasso corporeo cambia e aumenta il grasso viscerale, quello tipicamente maschile (forma a mela) che è correlato con l’ipertensione, il colesterolo alto, la glicemia alta e i problemi cardiovascolari. Insomma, è un deposito adiposo “che fa male”, a differenza di quello periferico tipicamente femminile intorno ai fianchi (forma a pera), che tanto fa penare per motivi estetici ma che certo è innocuo. In più, intorno ai 50 anni il metabolismo basale diminuisce (di conseguenza si riduce il fabbisogno energetico) e perciò diventa molto più facile ingrassare che dimagrire. Invece di vivere questo cambiamento fisiologico in modo angoscioso o preoccupato, sarebbe molto meglio per le donne correggere il più precocemente possibile gli eventuali errori alimentari, mangiando in un modo equilibrato. La menopausa non è infatti il periodo adatto per mettersi a dieta: l’organismo è già in una condizione di stress e solo quando si sarà stabilizzata la situazione ormonale e saranno cessati i disturbi postmenopausali, si potrà pensare a dimagrire.  Sarebbe meglio, quindi, arrivare alla menopausa con il proprio peso ideale, in previsione di “acquisti” futuri, cominciando a controllare il peso dai 40 anni in poi.  Prima di passare ai consigli alimentari, ricordiamo però il ruolo insostituibile di una regolare attività fisica: fondamentale per rinforzare i muscoli e per stimolare il metabolismo ma anche per contrastare fenomeni quali osteoporosi, ipertensione, diabete e problemi cardiaci. Inoltre, ricordiamo che l’esercizio moderato svolge un prezioso effetto protettivo nei confronti dei tumori (compreso quello della mammella).

 

 

 

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