Luoghi comuni da sfatare: le uova


La credenza che le uova siano nocive al fegato, molto probabilmente nasce dalla loro azione contrattile sulla cistifellea o colecisti. Infatti, quando si ingeriscono uova o alimenti che contengono grassi, questa vescica si contrae riversando il suo contenuto, ossia la bile, nell’intestino per permettere la digestione. Molti però, circa il 15% della popolazione, soffrono di calcoli alla colecisti, che si formano a causa di un eccesso di colesterolo e di calcio. Queste persone avvertono dolore quando, mangiando le uova, la colecisti si contrae ed, erroneamente, nel passato si è ritenuto che fosse il fegato (e non la colecisti) a dolere. La capacità di contrarre la cistifellea da parte delle uova è talmente nota, che la loro ingestione è stata anche utilizzata come test empirico per diagnosticare la calcolosi biliare. Forse è utile ricordare, che una vera azione epatotossica è esercitata dalle bevande alcoliche e da un’alimentazione molto ricca di grassi. Riguardo poi all’elevato tasso di colesterolo presente nelle uova, è certo che un normale consumo di queste non sembra influire sui livelli ematici dei grassi circolanti. Un’analisi statistica di 224 ricerche svolte negli ultimi 25 anni, che ha approfondito il rapporto tra dieta e livelli di colesterolo nel sangue in più di ottomila persone, ha dimostrato che più del colesterolo presente negli alimenti, sono i grassi saturi a essere più significativi nell’elevare i livelli di colesterolo. Assolvendo così le uova che, non dimentichiamo, oltre alle proteine di alto valore biologico, sono un’eccellente fonte di sostanze salutari, come la vitamina B e K, la betaina, che ha un effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, e la colina, componente delle membrane cellulari e dell’acetilcolina, un neurotrasmettitore fondamentale per la funzionalità del cervello.

 

 

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