Edulcoranti e salute
Forse è meglio abituarsi a prendere il caffè amaro


Non sono tempi buoni per i sostenitori dei dolcificanti artificiali. Nel giro di pochi mesi sono stati pubblicati due lavori che hanno collegato il loro uso a conseguenze sia a livello cardiocircolatorio che sulla composizione del microbiota, ossia la flora batterica il cui equilibrio è importante per restare in salute. Capiamone qualcosa di più

Quest’estate ha destato un certo interesse un lavoro dell’israeliano Weizmann Institute of Science pubblicato su Cell nel quale si è scoperto che gli edulcoranti non sono sostanze inerti nel nostro organismo: in alcuni casi possono alterare la flora batterica e, di consegenza, la risposta glicemica.

In estrema sintesi, i ricercatori per il loro studio hanno selezionato 120 individui che non hanno mai fatto uso di edulcoranti e li hanno divisi in sei gruppi: due erano solo di controllo mentre gli altri quattro hanno ingerito ben al di sotto delle dosi giornaliere previste di aspartame, saccarina, stevia o sucralosio. Ed è proprio in questi gruppi che sono stati identificati dei cambiamenti nella composizione e nella funzione dei microbi intestinali e delle molecole che secernono: “Ciò sembra suggerire che i microbi intestinali nel corpo umano siano piuttosto sensibili a questi tipi di edulcoranti", ha affermato l’immunologo Eran Elinav, noto studioso del microbiota nonché autore della ricerca. "Abbiamo scoperto che due dei dolcificanti, saccarina e sucralosio, hanno avuto un impatto significativo sulla tolleranza al glucosio negli adulti sani. È interessante notare che i cambiamenti nei microbi erano altamente correlati con le alterazioni notate nelle risposte glicemiche delle persone". In altre parole, più si alteravano i batteri e più cambiava la risposta glicemica nelle persone.

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Tuttavia, secondo i ricercatori questi effetti su flora e glicemia non sarebbero uguali per tutti a causa dell’estrema variabilità del microbiota di ogni individuo. E in attesa che ulteriori studi possano scoprire le implicazioni sulla salute a lungo termine, Elinas ha affermato: "Nel frattempo dobbiamo continuare a cercare soluzioni alla nostra voglia di dolci, evitando allo stesso tempo lo zucchero, che è chiaramente il più dannoso per la nostra salute metabolica. Secondo me, bere solo acqua sembrerebbe essere la soluzione migliore". Almeno per chi non riesce a smettere di addolcire quel che ha nella tazza o nel bicchiere.

Edulcoranti e cuore

Arriviamo allo studio più recente, da poco pubblicato sul British Medical Journal, va detto che a differenza della ricerca israeliana si tratta di uno studio di tipo osservazionale. In altre parole di una ricerca che non indentifica un rapporto diretto tra causa ed effetto ma che scopre un’associazione tra due elementi. E in questo caso i ricercatori si sono concentrati su un eventuale rapporto tra assunzione di dolcificanti artificiali e il rischio di tutte le malattie cardiovascolari.

Lo studio, in breve

La ricerca è interamente francese a partire dal team di ricercatori provenienti da diversi istituti (dalla famosa Sorbona di Parigi alla sede francese dell'International Agency for Research on Cancer) fino ai dati raccolti di oltre 100mila persone partecipanti a un importante studio di popolazione. Ovvero il NutriNet-Santé che ha l’obiettivo di studiare i vari aspetti che riguardano la relazione tra alimentazione e salute attraverso l’analisi di dati raccolti da un numero molto ampio di partecipanti. E questa volta gli edulcoranti sono stati il focus: i partecipanti hanno registrato il loro consumo dei dolcificanti, da quelli aggiunti al caffè a quelle presenti nei prodotti alimentari (come nelle bevande a zero calorie e tanti altri prodotti).

I risultati principali

Nella coorte NutriNet-Santé, il 37,1% dei partecipanti aveva consumato edulcoranti: le bevande analcoliche, i dolcificanti da tavola e i latticini “addolciti” rappresentavano il 53%, 30% e 8% delle assunzioni di queste sostanze. Dall’analisi dei dati i ricercatori hanno trovato un’associazione tra l'assunzione totale di dolcificanti artificiali e un aumento generale del rischio di malattie cardiovascolari del 9%, e di ictus del 18%. Andando più nello specifico, l'uso di acesulfame K è risultato associato a un maggiore rischio generale (18%) mentre il sucralosio è stato associato al rischio riguardante l’ictus (17%). Infine l’acesulfame K e il sucralosio sono stati associati a un aumento del rischio di malattie coronariche del 40 e del 31%.

Quali conclusioni?

Ma che siano associazioni oppure dati rilevati su un un numero ancora esiguo di persone, i risultati di questi studi più che a spaventare dovrebbero spingerci verso un consumo degli alimenti al naturale. Imparando ad accontentarci del loro sapore originale - come nel caso degli yogurt, ad esempio - e abituandoci al sapore amaro o tannico del caffè o del tè, senza più il bisogno di ricercare quella “spinta” dolce degli edulcoranti. Riservando a questi ultimi, insomma, un uso occasionale e non quotidiano. Riuscirci non è difficile, serve solo un po’ di perseveranza per abituare gradualmente il palato, magari cominciando con il diluire le bevande in questione per ridurre l’amaro.

 


Forse è meglio abituarsi a prendere il caffè amaro - Ultima modifica: 2022-09-14T17:07:54+02:00 da Barbara Asprea
Forse è meglio abituarsi a prendere il caffè amaro - Ultima modifica: 2022-09-14T17:07:54+02:00 da Barbara Asprea

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