Bimbi e colazione: la fretta non aiuta!


In Italia su 100 bambini, una decina non fa colazione, e trenta mangiano qualcosa oppure bevono (latte, tè, succo di frutta), facendo così un pasto insufficiente. I restanti, per fortuna, associano alla bevanda qualcosa di solido, facendo una colazione più o meno ricca. Il bambino che fa colazione ha una migliore capacità di concentrazione e in generale migliori prestazioni scolastiche del bambino “digiunatore”, anche se quest’ultimo apparentemente non lamenta fame né debolezza. Anzi, spesso il bambino a casa rifiuta con ostinazione di mangiare, riferendo una sensazione di stomaco chiuso e, se forzato, senso di nausea o addirittura vomito. Questo atteggiamento ha probabilmente due ragioni: una legata al corpo e una allo stato emotivo. Dal momento del risveglio, infatti, il bambino per circa 30 minuti è in una condizione di anoressia, del tutto fisiologica, e quindi non solo non ha fame ma prova una certa ripulsa del cibo. Ovviamente ci sono bambini più o meno sensibili a questo fenomeno: c’è anche chi si alza al mattino spinto dalla voglia di far colazione. La causa emotiva può, invece, essere legata a uno stato di ansia, più o meno leggero, tipico dei giovanissimi che devono affrontare la giornata. Non dimentichiamoci che per loro lasciare la sicurezza della loro casa e andare all’asilo o a scuola è un po’ faticoso e stressante. Noi adulti, poi, con l’assillo di arrivare in orario a scuola e poi al lavoro, buttiamo benzina sul fuoco, aumentando l’agitazione generale.

Andare a dormire prima e svegliarsi prima

Da quanto detto i consigli per una buona colazione a misura di bimbo sono di due tipi: comportamentali e nutrizionali. Rispetto ai primi è intuitivo che per affrontare la mancanza di appetito mattutina sarebbe sufficiente fare alzare la prole una mezz’ora prima del solito. Dopo circa tre quarti d’ora dal risveglio, già vestiti e lavati, ci si siederà tutti a tavola per fare colazione insieme. Se riunire la famiglia al mattino vi sembra impossibile, fate in modo che ci sia almeno un genitore a tenere compagnia al bambino. La prima colazione deve essere vissuta come un momento piacevole, di chiacchiere sulla giornata che si prepara, non come una sorta di punizione da vivere in isolamento, lasciati a rimuginare sul compito di matematica (ovvio che poi lo stomaco rimane chiuso!).

 

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