I funghi sono tra gli organismi più antichi del nostro pianeta. Esistono da oltre un miliardo di anni, ben prima delle piante, e hanno avuto un ruolo cruciale nello sviluppo della vita sulla Terra. Con il loro metabolismo hanno contribuito a creare il suolo, favorendo la crescita delle piante e instaurando con esse un rapporto di simbiosi. Ma i funghi non sono solo protagonisti della storia evolutiva: oggi stanno conquistando un posto d’onore sia nella prevenzione che nella medicina integrativa.
Che cos’è la micoterapia?
La micoterapia è la disciplina che studia e utilizza i funghi con proprietà importanti per il sostegno della salute. Si tratta di “funghi medicinali” che contengono composti naturali capaci di modulare il sistema immunitario, ridurre l’infiammazione, proteggere gli organi, migliorare il metabolismo e sostenere l’equilibrio psicofisico. A differenza dei farmaci, non agiscono in modo sintomatico ma lavorano in profondità, aiutando l’organismo ad adattarsi e a rigenerarsi.
Rientrano nella categoria degli “adattogeni”, ossia quei rimedi in grado di aiutare l’organismo a migliorare la gestione dello stress psicoemotivo, chimico (tossine, inquinamento, farmaci…) e fisico (campi elettromagnetici, radiazioni, luce blu…).
Micelio, la parte fondamentale
I funghi appartengono a un regno biologico autonomo, e sono evolutivamente molto più vicini agli animali che alle piante. Per questo agiscono nell’organismo in modo diverso dalle piante, hanno un’azione di rinforzo, normalizzante e adattogena.
Il vero fungo non è quello che vediamo comparire in superficie, che raccogliamo e portiamo a tavola. Quello è chiamato corpo fruttifero ed è la parte destinata a disseminare le spore per la sopravvivenza. Il vero fungo è il “micelio”, la parte che cresce sottoterra, una rete di filamenti che comunica con l’ambiente e con gli altri organismi e per questo è fondamentale per l’ecosistema.
I principi attivi contenuti nei funghi
I funghi medicinali contengono numerose molecole biologicamente attive, utili per sostenere la salute dell’organismo umano e animale. Tra queste troviamo:
β-glucani – Molecole che sostengono il microbiota, stimolano e “allenano” il sistema immunitario, migliorando la capacità di risposta a infezioni e malattie.
Triterpeni, terpeni, terpenoidi – Composti antinfiammatori con numerose azioni (antipertensive, antimicrobiche, antitumorali a vari livelli…).
Ergotioneina – Un potente antiossidante naturale, paragonabile al glutatione, che protegge cuore, cervello, muscoli e mitocondri.
Polifenoli, trealosio, ergosteroli – Molecole che agiscono sul microbiota, sull’infiammazione e sul metabolismo.
Nucleosidi come l’adenosina – In grado di regolare il sistema immunitario e di ridurre l’infiammazione, il tono vascolare e l’attività piastrinica.
Alcuni funghi hanno poi molecole e classi di molecole specifiche, come ad esempio la Cordicepina (estratta dal Cordyceps spp) con effetti antinfiammatori, antivirali, antimicrobici e antitumorali, oggi studiata anche come farmaco in oncologia. Anche le Erinacine e gli ericenoni (contenuti in Hericium erinaceus) hanno potenti effetti neurorigenerativi e di protezione delle funzioni cerebrali.
Inizialmente la maggior parte degli studi scientifici (anni ’70-’90) riguardavano i β-glucani. Le prime osservazioni furono fatte sul loro effetto modulante del sistema immunitario. Con il loro utilizzo si otteneva una forma di regolazione che lo calmava in caso di eccessiva attivazione (esempio allergie, autoimmunità) e lo attivava in condizioni di deplezione (malattie oncologiche).
Con l’avvento delle sempre maggiori resistenze antibiotiche che erano causa di morte in numerosi pazienti fragili e immunodepressi, l’attenzione si è poi focalizzata sui “metaboliti secondari” (triterpeni, polifenoli, ergotioneina, cordicepina...) per cercare nuove molecole antimicrobiche che risolvessero il problema.
Studiando i metaboliti secondari, oltre all’effetto antimicrobico, si sono osservate numerose altre proprietà: antiossidanti, antipertensive, ipolipidemizzanti, epatoprotettive, antifibrotiche, anticoagulanti, antidiabetiche, antinfiammatorie, antivirali, antineoplastiche.
Potente azione sul microbiota
Oltre all’azione sul sistema immunitario, negli ultimi 10-15 anni è stato dimostrato anche l’effetto benefico dei funghi sul microbiota e sul ripristino dell’integrità della mucosa intestinale. Consideriamo che il tratto digerente è la prima barriera di difesa, alloggia una buona parte del sistema immunitario (circa 40% è presente sulle mucose del sistema digerente, 70% se consideriamo tutte le mucose) e un sistema nervoso enterico che, come estensione, è paragonabile al cervello e per questo viene chiamato “secondo cervello”.
Un buon microbiota attiva e allena la prima linea di difesa immunitaria, migliora la salute neurologica (asse intestino-cervello), l’immunità sistemica, il metabolismo e in generale la salute di tutti i nostri organi e sistemi.
Le molecole dei funghi principalmente efficaci sul microbiota intestinale, direttamente e indirettamente, sono i β-glucani ad alto peso molecolare, i polifenoli e il trealosio; recentemente è stato dimostrato un effetto anche per le erinacine contenute nel micelio di Hericium erinaceus e per la cordicepina contenuta nel Cordyceps sinensis e militaris. Data la diversa natura delle molecole responsabili di quest’azione è il fungo nella sua totalità e non gli estratti ad esercitare l’effetto più potente sull’intestino.
I funghi medicinali più studiati per l’azione su microbiota e intestino sono il Lentinus edodes (Shiitake), il Ganoderma lucidum (Reishi), l’Auricularia auricula-judae, l’Hericium erinaceus e la Grifola frondosa (Maitake).
Principali caratteristiche dei funghi più usati
Ogni specie di fungo ha una sua “firma biochimica” e agisce in modo mirato. Ecco alcuni esempi del loro utilizzo.
Hericium erinaceus – Sostiene e protegge il cervello, stimola la neurogenesi, migliora le funzioni cognitive; migliora le funzioni gastro-intestinali e la rigenerazione della mucosa del tratto digerente. È considerato il fungo dell’asse intestino cervello. Numerosi studi dimostrano il suo effetto nel miglioramento delle funzioni cognitive anche in patologie neurodegenerative quali il morbo di Alzheimer e di Parkinson.
Ganoderma lucidum (Reishi) – È il più potente adattogeno esistente in natura, il fungo dello stress per eccellenza, sostiene il sistema nervoso autonomo e le funzioni cardiovascolari ed è quindi utile per migliorare sonno, ansia e funzioni cognitive. Il suo utilizzo permette di ridurre stati infiammatori e di migliorare la capacità di gestire situazioni stressanti.
Cordyceps sinensis – Rinomato in particolare per la sua presenza in cordicepina, è un potente antinfiammatorio, migliora l’equilibrio ormonale, il tono muscolare e ha effetti importanti di recupero da condizioni patologiche. È il fungo dello sportivo e dell’anziano. Aiuta in generale a migliorare la produzione energetica cellulare. La presenza di cordicepina rende la sua azione simile a un farmaco, tanto che questa molecola è molto studiata e si è dimostrata promettente nel trattamento complementare di diverse patologie.
Auricularia auricula-judae – È un fungo poco conosciuto ma emergente. La sua potente azione sul microbiota e sulla rigenerazione della mucosa intestinale lo rende utile nel trattamento di infiammazioni intestinali e alterazioni dell’asse fegato intestino. La sua elevata concentrazione di melanina permette di esercitare effetti protettivi dai danni da radiazioni. Inoltre, è molto efficace per il sistema cardiovascolare e per l’insufficienza venosa periferica.
Polyporus umbellatus – È il fungo dei liquidi e dei minerali; regola il loro equilibrio nell’organismo, migliora la diuresi, protegge rene e vescica e potenzia le funzioni del sistema linfatico, attivando così anche l’eliminazione tossinica. Vari studi dimostrano i suoi effetti migliorativi per la salute dei capelli. Il suo utilizzo migliora anche l’aspetto della pelle e la struttura delle unghie.
Lentinus edodes (Shiitake) – È un fungo tradizionalmente usato per la prevenzione delle malattie stagionali ed esantematiche. Effettua un importante sostegno del microbiota e dell’intestino. Numerosi studi dimostrano la sua efficacia nel miglioramento del microbiota orale, con riduzione di placca, carie e gengiviti. Sostiene le funzioni epatiche e protegge i muscoli.
Grifola frondosa (Maitake) – È il fungo del metabolismo. Molto utile per chi tende a sviluppare diabete e problemi epatici. Agisce efficacemente sulla riduzione della glicemia e dell’insulina e riduce il rischio di sviluppare steatosi epatica. Studi dimostrano la sua efficacia anche nella protezione dell’osso (osteopenia, osteoporosi), soprattutto in presenza di dismetabolismo epatico e diabete.
Agaricus blazei Murrill (ABM) – È un fungo scoperto recentemente e studiato soprattutto per il sostegno oncologico. Recenti studi hanno dimostrato la sua efficacia nel trattamento delle parassitosi (malaria, leishmaniosi). La sua efficacia è stata dimostrata anche come epatoprotettivo da sostanze tossiche e cancerogene. Può essere utile per chi fuma e per chi è cronicamente a contatto con sostanze tossiche.
Coprinus comatus – Anche se poco conosciuto, è un importante fungo protettivo di pancreas e fegato, migliora il metabolismo ed è stato studiato come supporto ai pazienti con diabete di tipo I per migliorare la sintoma [testo interrotto nell'originale].
I funghi nella tradizione
Le prime testimonianze scritte di un utilizzo medicinale dei funghi arrivano dalla Medicina Tradizionale Cinese, dalla materia medica Shén Nóng Běn Cǎo Jīng scritta circa 2000 anni fa: i funghi erano inseriti tra le “erbe dell’Imperatore” perché contenevano sostanze in grado di “tonificare il Qi (cioè l’energia vitale) e prolungare la vita senza invecchiare”.
Quando e come usarli
A differenza della maggior parte delle piante, l’azione adattogena dei funghi ne permette un utilizzo continuativo, senza necessità di interruzione. Le tempistiche di utilizzo dipendono dall’obiettivo che si vuole raggiungere. Non lavorando sul sintomo ma sulla causa, non possono essere stabiliti dosi e tempi di utilizzo standardizzati come avviene con i farmaci e con la fitoterapia.
L’uso dei funghi generalmente non ha effetti collaterali. Esistono, tuttavia, delle alterazioni genetiche, quali ad esempio il deficit di trealasi (un enzima) che determina intolleranza ai funghi, anche medicinali. Per cui le persone affette da questa deficienza non devono utilizzarli.
Inoltre, non ci sono studi sul loro utilizzo in gravidanza, per cui è consigliabile assumerli sotto controllo medico. Non devono essere inoltre utilizzati in caso di insufficienza renale, in quanto il loro effetto disintossicante potrebbe sovraccaricare l’impegno dei reni.




