La frutta più dolce


Frutti essiccati, come fichi secchi e datteri, possiedono in forma concentrata le stesse qualità nutrizionali che avevano da freschi. Alimenti fortificanti, ideali per bambini e anziani, sono ricchissimi di sali minerali e non devono mancare nella dieta quotidiana dei mesi più freddi

A fine pasto o in dolciumi e piatti tradizionali, fichi secchi, datteri e uvetta sono ospiti immancabili della nostra tavola nei mesi invernali. Si tratta di un gruppo di alimenti assai differenti per forma, sapore, zona di produzione, ma con in comune un’importante caratteristica dal punto di vista nutrizionale: un alto contenuto di zuccheri assimilabili, tanto da essere visti con sospetto a causa del loro elevato potere calorico. In realtà, il processo di essiccazione determina la concentrazione di tutti gli alimenti nutritivi accentuando quindi le proprietà del frutto fresco. Oltre agli zuccheri questi frutti hanno quantità elevate di proteine, fibre, vitamine e sali minerali. Non c’è da stupirsi, perciò, se i nutrizionisti considerano la frutta essiccata come un prezioso complemento alimentare, ottima soprattutto per bambini e anziani bisognosi di alimenti rimineralizzanti e fortificanti.

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A colazione o a merenda

Qual è il miglior modo per consumare la frutta essiccata senza rischiare di far salire l’ago della bilancia? La ricchezza in zuccheri sconsiglia di consumarla a fine pasto e il suo utilizzo migliore è sicuramente nella prima colazione, per arricchire lo yogurt o il muesli, o a merenda come “rompi digiuno”. Inoltre, datteri e fichi secchi tagliati a tocchettini, e l’uva passa lasciata per qualche minuto a mollo, sono ottimi per dolcificare tisane e dolci, in sostituzione dello zucchero raffinato o dello stesso miele. Vediamo ora più in dettaglio il modo d’impiego e le principali caratteristiche di questi alimenti, considerati a torto frutti di serie B.

•    Il dattero è stato uno dei primi frutti tropicali ad aver fatto capolino sulle nostre tavole. Dolcissimo, molto energetico, con un discreto contenuto di vitamine del gruppo B, ricco di sali minerali e di fibre alimentari, è considerato un buon lassativo e un tonico muscolare.
•    Ancora più zuccherino è il fico secco, dotato di proprietà digestive ed espettoranti e ricchissimo di sali minerali. È il frutto più ricco in assoluto di potassio. Tagliato in piccoli pezzi, può essere utilizzato in sostituzione del miele per dolcificare tisane, dolci, macedonie e colazioni di cereali.
•    Simile per valore zuccherino e per zona di produzione è l’uva passa nelle diverse varietà: sultanina, zibibbo, moscato. Un alimento eccezionalmente energetico, ottimo anch’esso come dolcificante naturale. Presenta, concentrate, le stesse proprietà del frutto fresco, inoltre è un efficace emolliente ed espettorante, utile nella cura dei raffreddori e del catarro. Facilmente digeribile, presenta un elevato contenuto di calcio, ferro, fosforo e potassio e un buon tenore di pro-vitamina A.
•    Assai diverse per l’impiego più curativo che gastronomico sono le albicocche e le prugne secche, da sempre efficaci contro la stitichezza. In particolare la prugna secca è un tonico del sistema nervoso. Indicatissima, una volta ammollata in acqua e poi bollita, per le forme più ostinate di stipsi, specialmente se consumata al mattino.
•    Questa breve carrellata sui frutti essiccati non poteva ignorare la castagna secca. Con il suo sapore amidaceo e la tenace consistenza è una vera e propria riserva di carboidrati. La sua composizione è molto vicina a quella dei cereali, dei quali conserva un buon contenuto di sali minerali e di vitamine del gruppo B.

Niente “trucchi” con il bio

•    Il processo di essiccazione determina la concentrazione non solo degli elementi nutritivi ma purtroppo anche degli eventuali residui tossici presenti nella frutta fresca.
•    In particolare fichi, albicocche, prugne e uvetta di produzione convenzionale vengono trattati in superficie con anidride solforosa, paraffina e sorbato di potassio per assicurare ai frutti un colore più vivo e brillante e una più lunga conservazione.
•    Tutti questi trattamenti cosmetici, praticati essenzialmente per migliorare l’aspetto esteriore dei frutti e renderli più a lungo e più facilmente conservabili, certamente non giovano alle loro qualità nutrizionali né alla salute dei consumatori. Perciò è consigliabile dare la preferenza alle produzioni biologiche e biodinamiche certificate, le uniche in grado di garantire l’assenza di trattamenti chimici durante la coltivazione e la conservazione.

La frutta più dolce - Ultima modifica: 2013-12-19T00:00:00+01:00 da Redazione

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