Il vero e il falso delle diete dimagranti


Inutile tentare forzati digiuni o diete monotematiche che affannano l'organismo, incupiscono l'umore e non danno risultati a lungo termine. Per dimagrire e stare bene bisogna imparare a mangiare in modo sano ed equilibrato, senza rinunciare al gusto.

Come dimagrire? Se ne parla ovunque e ovunque piovono consigli, spesso poco assennati, soprattutto in questa stagione che anticipa la estate. Inutile però farsi illusioni. Non esistono ricette magiche. Al contrario: i dati epidemiologici mostrano che gli adepti delle diete "lampo" e di monotematici regimi da carestia, sono destinati, nel tempo, a veder salire progressivamente l'ago della bilancia. Non conta se il menu è quello dissociato o del pomodoro, del minestrone o dello yogurt. Prima o poi i sacrifici di queste strategie restrittive s'interrompono. Sui tempi lunghi, infatti, oltre a compromettere gravemente l'equilibrio nutritivo, rendono difficile la normale convivenza sociale di cui il cibo rappresenta un elemento importante. Si torna così alle vecchie abitudini, perpetuando eventuali errori. Nel frattempo, però, il corpo si è abituato a consumare meno energia, per adattarsi alla dieta, e il ritorno alla "normalità" significa un nuovo accumulo di grasso di riserva. È la ormai famosa sindrome yo-yo, deleteria sia per la salute sia per il morale e l'autostima. Gli esperti non hanno dubbi: il sovrappeso è uno squilibrio legato all'ambiente alimentare "tossico" in cui viviamo. Eccesso d'offerta, cibi arricchiti e trasformati al punto da ingannare il nostro metabolismo, pasti frettolosi e incompleti, sedentarietà, sono tutte concause che non si possono certo superare con una sola ricetta. Occorre una vera e propria strategia che consenta, con tempo e pazienza, di cambiare le proprie abitudini, e quindi perdere perso in modo definitivo. Una consapevolezza deludente? Forse, ma è il punto di partenza fondamentale per chiunque vuole affrontare davvero il problema.

I luoghi comuni da sfatare

Chi vuole dimagrire non deve mangiare grassi

La carenza di grassi diminuisce l'apporto di alcune importanti vitamine "liposolubili" come la E, la A e la D e di acidi grassi essenziali necessari per il sistema nervoso. Senza contare che questi principi nutritivi hanno un'azione regolatrice sulla fame, saziano e trasmettono aromi, anch'essi sazianti, grazie al piacere che producono. Meglio non scendere sotto i 35-40 grammi di grassi al giorno, pari a 2-3 cucchiai di olio extravergine d'oliva più i grassi presenti naturalmente negli alimenti.

Tutti i grassi sono uguali

Tutti i grassi sono molto energetici: forniscono ben 9 Calorie per grammo, contro le circa 4 Calorie di proteine e carboidrati. Secondo le ricerche dell'istituto per il Metabolismo e il Ricambio dei grassi di Windach, in Germania, i grassi che si depositano più facilmente sono però quelli saturi, presenti, per esempio, in formaggio, burro e dolci, mentre i grassi insaturi dell'olio di oliva e dei semi oleosi (come noci e mandorle) necessitano di più energia per essere utilizzati. Vanno quindi privilegiati nella dieta rispetto a quelli saturi contenuti principalmente nei prodotti animali.L'importante è scegliere carboidrati complessi come quelli presenti nei cereali, meglio ancora se integrali, nella frutta, nei legumi. Vanno invece ridotti dolci, farine molto raffinate (per esempio la farina tipo 00 usata per la pasta all'uovo, o la farina tipo 0 base per il pane bianco e la pizza) e zuccheri semplici.

Meglio ridurre drasticamente i carboidrati

Le diete basate sul cosiddetto "indice glicemico", cioè la capacità dell'alimento di innalzare più o meno rapidamente la glicemia, sono di gran moda e hanno aiutato diverse persone a dimagrire. Si basano sul fatto che i carboidrati aumentano la glicemia più rapidamente di grassi e proteine favorendo reazioni metaboliche che accelerano la sintesi di grassi di riserva, quindi è preferibile ridurre drasticamente i cibi che ne sono ricchi, comprese carote, frutta e cereali. Il tema è dibattuto. Menu sovrabbondanti di proteine e grassi non sono in nessun caso consigliabili. I carboidrati hanno, infatti, un'importante funzione per regolare l'utilizzazione dei principi nutritivi, la sazietà e il funzionamento ottimale del metabolismo. L'importante è scegliere carboidrati complessi come quelli presenti nei cereali, meglio ancora se integrali, nella frutta, nei legumi. Vanno invece ridotti dolci, farine molto raffinate (per esempio la farina tipo 00 usata per la pasta all'uovo, o la farina tipo 0 base per il pane bianco e la pizza) e zuccheri semplici.

Mangiare poco e spesso fa dimagrire

Il cosiddetto grazing, cioè la divisione in tanti spuntini della razione quotidiana in realtà può aggravare i problemi di peso. Spesso, infatti, chi è sovrappeso fatica a regolare la sazietà e riesce a smettere di mangiare solo quando ha consumato un'elevata quantità di cibo. Il rischio è che gli spuntini si trasformino in veri e propri pasti. Meglio non provocare l'appetito e fare i "classici" tre pasti al giorno (prima colazione, pranzo e cena), più uno o due piccoli spuntini con la frutta, ingrediente che è facile dosare.

Mangiare il meno possibile è un buon antidoto per perdere chili

Ridurre drasticamente l'apporto calorico significa anche ridurre il consumo d'energia. Peggio ancora se si saltano i pasti, per esempio quello serale (come predicano alcune nuove correnti dietetiche) o il pranzo. La mancanza di cibo, oltre a eventuali carenze difficilmente colmabili se si fa un solo pasto al giorno, può creare una sensazione di fame irrefrenabile che spinge a mangiare il doppio del dovuto quando finalmente ci si trova davanti qualcosa, vanificando ogni sforzo precedente. Meglio non rinunciare a nessun pasto, ma puntare sull'equilibrio.

Chi fa molto movimento può mangiare tutto quello che vuole

Una cosa è certa: un'attività fisica regolare e costante nel tempo aiuta a mantenere in equilibrio l'ago della bilancia senza troppi sacrifici. I forzati della ginnastica che seguono diete sovrabbondanti sono destinati però ad accumulare pannicoli adiposi non appena smettono il superlavoro fisico. Inoltre, rischiano di accelerare i processi di invecchiamento. È quindi preferibile non esagerare, né con il cibo né con il movimento.

 

 

 

 

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