ACCUSE & SMENTITE
Interazioni con farmaci
Frutta e verdura possono interferire con l’efficacia dei farmaci. Il succo di pompelmo, ad esempio, inibisce enzimi detossificanti del fegato rallentando il metabolismo di alcuni medicinali, come gli antipertensivi, con rischi di sovradosaggio. Le verdure a foglia ricche di vitamina K (esempio cavoli e broccoli) possono ridurre l’efficacia di anticoagulanti come il warfarin, mettendo a rischio la salute cardiovascolare.
Allergie
Alcuni frutti e ortaggi possono provocare reazioni allergiche per la presenza di proteine simili a noti allergeni. Chi è sensibile a pollini (graminacee, betulla, ambrosia, artemisia) può manifestare allergie crociate a melone, mele, pesche, kiwi, sedano e carote. Le reazioni vanno da prurito orale a shock anafilattico, soprattutto nei soggetti già predisposti.
Pesticidi
Una piantagione di banane in Centro America può arrivare a usare fino a 70 kg di pesticidi per ettaro. E analisi ufficiali condotte nei laboratori del Ministero dell’agricoltura statunitense su centinaia di campioni di frutta e verdura fresca, hanno trovato residui di ben 225 diversi pesticidi e loro metaboliti, e questo dopo aver lavato e sbucciato i campioni di frutta e verdura da analizzare, a dimostrazione del fatto che, se ci illudiamo che basti sbucciare la frutta per risolvere il problema, siamo molto ingenui: la maggior parte di queste sostanze infatti sono sistemiche, assorbite cioè uniformemente da tutto il vegetale, e dunque presenti tanto nella buccia quanto nella polpa.
Zuccheri
La frutta contiene principalmente zuccheri semplici (fruttosio e glucosio), con quasi nulla in termini di grassi o proteine. In termini calorici, il 95% delle calorie di una mela proviene dagli zuccheri: un frutto medio può apportare l’equivalente di 4-5 bustine di zucchero. E, come è noto, l’elevato consumo di zuccheri è associato a obesità, diabete di tipo 2 e malattie metaboliche.
Indice glicemico
Alcuni frutti hanno un alto indice glicemico - cioè causano un rapido aumento della glicemia e dell’insulina - contribuendo al rischio di insulino-resistenza e infiammazione cronica. Molti frutti hanno un indice glicemico (Ig) addirittura superiore a quello dello zucchero da tavola. L’anguria, per esempio, ha un Ig di 72, laddove il saccarosio ha un Ig di 68. Paradossalmente se sulla nostra fetta d'anguria mettiamo un po’ di zucchero bianco, il suo indice glicemico si abbassa!
Tossinfezioni alimentari
Vegetali freschi e crudi sono un mezzo comune di trasmissione di batteri patogeni come salmonella, norovirus, escherichia coli e listeria. Insalate in busta, germogli, frutta tagliata o congelata sono stati ripetutamente coinvolti in focolai di tossinfezione. Spesso, inoltre, non vengono cotti, eliminando così la possibilità di neutralizzare i microrganismi presenti.
Micotossine
Frutta e verdura possono essere contaminate da muffe che producono micotossine, come la patulina nelle mele o le tossine di alternaria in pomodori, patate e uva. Queste sostanze, spesso invisibili e resistenti al calore, possono essere altamente cancerogene. Anche i succhi e i prodotti trasformati possono contenerle se ottenuti da frutta contaminata, nonostante l’apparente assenza di muffa.
Tossine naturali
Molte piante commestibili contengono naturalmente sostanze tossiche come meccanismo di difesa o in risposta a stress ambientali. Glucosidi cianogenetici (esempio nei semi di mela, pesca), alcaloidi pirrolizidinici (in lattuga, cicoria), solanine (in patate e pomodori verdi), furanocumarine (in sedano, carote, agrumi) e cucurbitacine (in zucchine e cetrioli) possono danneggiare il DNA, causare disturbi neurologici, gastrointestinali, cutanei e in alcuni casi aumentare il rischio di tumori. Alcune di queste sostanze sono termostabili, quindi non vengono eliminate nemmeno in cottura.
Interazioni con farmaci
È vero che alcune sostanze vegetali possono interagire con i farmaci, ma si tratta di casi ben noti, documentati e gestibili. Non si tratta di rischi occulti o incontrollabili: i medici li conoscono e ne informano i pazienti. E anche durante la terapia farmacologica, queste interazioni non sono certo un motivo per evitare interamente frutta e verdura, la cui assunzione va semplicemente adattata alla terapia.
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