Tutta colpa del caldo


Gambe gonfie e spossatezza sono spesso uno sgradito regalo dell’estate. Ma è possibile rimediare e migliorare usando i cibi giusti e alcuni accorgimenti

“Il caldo taglia le gambe”, un modo di dire che descrive bene la sensazione così familiare in questo periodo dell’anno. Col passare della giornata, le gambe si fanno sempre più pesanti e stanche, caviglie e piedi si gonfiano. È un problema che riguarda particolarmente le donne, perché hanno un sistema venoso più sensibile a questi fenomeni. Il caldo ha un effetto vasodilatatorio che rende più difficoltoso il ritorno venoso del sangue dagli arti inferiori verso l’alto. In pratica, a causa del caldo, nei piccoli vasi di piedi e caviglie avviene una specie di ingorgo di liquidi, perché i vasi pompano meno sangue in quanto occorrerebbe. Con la conseguenza di aumentare ulteriormente la vasodilatazione e quindi facilitare la comparsa di ristagni nei tessuti, causa dei gonfiori.

Cibi per la circolazione

L’elasticità e la tonicità dei vasi sanguigni è fondamentale per consentire un’adeguata spinta dal basso verso l’alto, ma anche il peso gioca un ruolo importante. I depositi di grasso sia a livello addominale, viscerale, sia a livello cosce e glutei, creano un ostacolo al passaggio del sangue, con contraccolpi anche sul sistema linfatico e sui piccoli vasi. Tra l’altro, è certo che una cattiva circolazione è alla base della comparsa della cellulite. Il primo consiglio alimentare per attenuare i disturbi circolatori riguarda perciò il controllo del peso, che deve essere mantenuto o riportato nei limiti della normalità: può essere sufficiente già perdere pochi chili per sentirsi le gambe più leggere. E quali i consigli da seguire a tavola? Durante il giorno è bene evitare le bevande alcoliche: l’alcol ha un effetto vasodilatatore, che in estate, specie se ci si espone al sole, può facilitare la comparsa dei pericolosi colpi di calore. Inoltre, va limitato l’apporto di sale nei cibi: troppo sodio favorisce il trattenimento dei liquidi nei tessuti, peggiorando i fenomeni di gonfiore. Quello del sodio è un equilibrio delicato, e sebbene non bisognerebbe mai eccedere, mangiare un po’ salato in certi casi può servire, come vedremo più avanti. Gli alimenti da privilegiare sono quelli contenenti sostanze antiossidanti, perché il sole aumenta i processi ossidativi e la produzione di radicali liberi, e quelli contenenti i principi attivi utili per la salute dei vasi sanguigni, ovvero la vitamina C e i bioflavonoidi di frutta e verdura.

A tutta buccia

Una categoria di frutti ricchi di bioflavonoidi sono gli agrumi, che contengono principi vasoattivi, come la rutina, nelle bucce e nelle parti bianche della scorza e all’interno della polpa. Per aiutare la circolazione è bene consumarli interi, lasciando il più possibile aderenti agli spicchi la parte interna della buccia. La sostanza grattugiata può essere aggiunta in macedonie, sorbetti, insalate e così via. Le spremute fresche di agrumi vanno bene per il contenuto di vitamina C che, oltre a essere un potente antiossidante, possiede proprietà benefiche per la salute dei capillari. In questa stagione, fragole, lamponi, peperoni, pomodori e ribes nero, sono i frutti e gli ortaggi più ricchi di questa vitamina. Contenuti nella buccia di frutta e ortaggi rosso-viola troviamo gli antociani, pigmenti coloranti appartenenti alla famiglia dei flavonoidi. Si trovano più abbondantemente nei mirtilli e poi nelle bucce di mele, prugne, more, lamponi, uva, ciliegie, ribes, fichi, fragole, pere e pesche. Gli antociani sono utili per rendere più resistenti e meno permeabili le pareti dei piccoli vasi, aiutando così la circolazione e prevenendo l’eventuale formazione di edemi e gonfiori. Consumare, quindi, frutta con la buccia, sempre che provenga da coltivazioni pulite, è un’ottima abitudine per prevenire i disturbi circolatori e dare un aiuto a vene e capillari.

Pressione sotto i tacchi

Un altro fenomeno legato all’aumento delle temperature, senza correlazione coi problemi circolatori, è l’abbassamento della pressione sanguigna. Anche in questo caso si tratta di un disturbo che colpisce più le donne. Il sintomo tipico della pressione bassa è un senso di debolezza generale unito spesso a problemi di concentrazione. Sintomi che facilmente possono venire confusi con il cosiddetto calo degli zuccheri, che si verifica dopo qualche ora di digiuno, quando i valori di glicemia si abbassano. La reazione più tipica per sentirsi meno fiacchi è mangiare qualcosa di dolce, mentre in realtà si dovrebbe fare il contrario. Per tirarsi su è meglio orientarsi su cibi salati, il sodio aiuta un leggero rialzo pressorio, inoltre riducendo la diuresi contrasta un’ulteriore dispersione di sali, che in estate aumenta per effetto della sudorazione.
Non bisogna però esagerare, bastano piccole dosi, altrimenti si rischia di creare altri problemi, come abbiamo visto. Quando si desiderano cibi zuccherini, orientarsi sempre sulla frutta che contiene acqua, sali minerali e antiossidanti. Quindi, se ci sentiamo deboli, al bar invece di cappuccino e brioche, meglio scegliere un succo di pomodoro con un pezzetto di focaccia o qualche cracker. Un altro consiglio importante per chi soffre di pressione bassa è quello di fare dei pasti leggeri, che non richiedano una lunga e laboriosa digestione. Durante i processi digestivi, infatti, viene richiamato più sangue agli organi viscerali che stanno lavorando e di conseguenza la pressione diminuisce nelle altre parti del corpo. Quindi più lunga sarà la digestione e più a lungo ci si sentirà fiacchi. Per fortuna, anche la natura spinge naturalmente in estate a mangiare leggero: a chi viene voglia, sotto il solleone, di pasti abbondanti, ricchi di grassi e magari innaffiati con alcol? In estate, gli eventuali stravizi alimentari meglio riservarli alla sera, quando le temperature scendono e al fresco tutto diventa più facile.

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